Insegnanti: assalto ai congedi, presidi in allarme

Sembra che gli insegnanti non vaccinati siano molti più di quanto i media ci abbiano raccontato. Non solo: sembra che non abbiano alcuna intenzione di correre a farsi iniettare, ma siano invece pronti a rinunciare allo stipendio per mesi pur di non cedere al ricatto.

La notizia campeggia sui principali quotidiani, dove i presidi intervistati si dicono sconcertati ed allarmati per la fuga dalle scuole. Ci sono già problemi per i collegi dei docenti in presenza, e si ipotizza un numero consistente di cattedre vacanti da coprire a partire da metà settembre. Le ragioni riferite dai giornali sono ovviamente annacquatissime: gli insegnanti chiedono il congedo perché non avrebbero ancora ricevuto il Green Pass, oppure perché “in ritardo con la vaccinazione” (ricordiamo che la campagna per gli insegnanti è stata avviata a marzo scorso, subito dopo i sanitari). E’ alquanto strano che tutti questi lavoratori, a distanza di 6 mesi, ancora non siano riusciti a vaccinarsi malgrado la volontà di farlo e gli hub ormai deserti.

Anche se i rapporti parlano di un 90% di vaccinati nella scuola, si tratta pur sempre di numeri consistenti: gli insegnanti italiani sono 800 mila, ci si ritroverebbe quindi di punto in bianco con ben 80mila cattedre vacanti. Il governo pensava che la perdita dello stipendio sarebbe stata una minaccia più che efficace per forzare i docenti riluttanti a vaccinarsi, eppure sembra che non sia così. Perché?

Due le ragioni ipotizzabili. La prima, è che la tanto vituperata famiglia stia facendo da scialuppa di salvataggio: i lavoratori coniugati, conviventi, o con figli adulti in casa possono probabilmente contare su altri introiti o stipendi familiari per arrivare a fine mese. La seconda ragione è poco conosciuta (specialmente dai media, che nulla sanno di ciò che accade): c’è un grande fermento per la ricerca di insegnanti nelle scuola parentali o a domicilio.

Sono moltissimi infatti i genitori che, quest’anno, hanno deciso di non mandare i figli a scuola. Vuoi per l’obbligo di mascherina, vuoi per le continue quarantene che disastrano il menage familiare e mettono a rischio anche il lavoro dei genitori, fatto sta che sui social e le messaggerie fioriscono gruppi di genitori organizzati a caccia di insegnanti.

C’è lavoro insomma, per chi non si adegua. E probabilmente sarà anche un insegnante migliore.

DEBORA BILLI

Debora Billi

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