Pur di impedire che milioni di cittadini esprimano un legittimo e sacrosanto dissenso nei confronti della deriva totalitaria che attraversa il Paese, il governo Draghi sembra disposto perfino a rispolverare vecchi metodi tipici della famigerata "strategia della tensione". Fino a che punto le oligarchie sono disposte a rischiare? Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Moreno Pasquinelli, Fulvio Grimaldi e Fabrizio Fratus

La recente escalation di tensione sociale in Italia ha riportato alla luce una strategia già vista nella storia del Paese, quella della "strategia della tensione". Questa espressione si riferisce a metodi di controllo e repressione delle opposizioni politiche, che il governo Draghi sembra intenzionato a rimettere in campo per fronteggiare il crescente dissenso popolare. Le manifestazioni di protesta contro le misure governative, in particolare quelle legate al Green Pass, sono state spesso infiltrate da elementi provocatori, con l'obiettivo di delegittimare le istanze di milioni di cittadini.
Secondo alcuni analisti, il governo, privo di un consenso solido, sta utilizzando la paura e la criminalizzazione per mantenere il controllo. Le manifestazioni pacifiche, che vedono la partecipazione di persone comuni, vengono strumentalizzate dai media e dalle forze di polizia per creare una narrazione di violenza e caos. In questo contesto, i veri eversori sono identificati non tra i manifestanti, ma tra coloro che occupano le istituzioni e che, in nome della sicurezza, giustificano misure sempre più restrittive.
Le recenti proteste, culminate in episodi di violenza a Roma, hanno evidenziato come alcuni gruppi estremisti, come Forza Nuova, possano agire come agenti provocatori. Questi elementi, pur rappresentando una minoranza, vengono amplificati dai media mainstream, creando un'immagine distorta del movimento di protesta. L'attenzione mediatica si concentra su atti di vandalismo, come l'assalto alla sede della CGIL, mentre le voci di dissenso più moderate vengono silenziate o ignorate.
Le conseguenze di questa dinamica sono gravi. La criminalizzazione del dissenso rischia di isolare ulteriormente le istanze legittime dei cittadini, portando a una maggiore repressione. La retorica del governo, che utilizza il fascismo come spauracchio per giustificare misure autoritarie, non fa altro che alimentare la divisione sociale. In questo clima, è fondamentale che i cittadini riconoscano la manipolazione in atto e si uniscano per difendere i propri diritti e libertà.
La sfida per il futuro sarà quella di mantenere viva la discussione pubblica e di evitare che la paura e la violenza prevalgano sulla legittimità del dissenso. È cruciale che le forze politiche e sociali che si oppongono a questa deriva autoritaria si uniscano per costruire un fronte comune, capace di rispondere in modo costruttivo e pacifico alle provocazioni e alle manovre del potere. Solo così sarà possibile garantire una democrazia sana e inclusiva, in grado di ascoltare e rappresentare le voci di tutti i cittadini.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

