A Padova un cinquantacinquenne, gravemente malato ai polmoni, è stato ritenuto inadatto al trapianto. Il motivo? Non si era inoculato il siero cosiddetto immunizzante. In altre parole è un “No vax”, come titolano le principali testate del mainstream italiano.

L’agenzia Ansa spiega che i medici hanno giudicato l’uomo “non idoneo” all’operazione a causa delle sue “idee paranoiche” riguardo la pandemia. Più nello specifico, la sua paranoia consisterebbe nell’aver rifiutato il vaccino anti-Covid, definendolo “sperimentale”. Emersa per la prima volta a maggio, la vicenda ha nel frattempo fatto il giro d’Italia e suscitato due diverse interrogazioni parlamentari.

Ciò che adesso colpisce è la spiegazione fornita dall’ospedale patavino. Il direttore della Chirurgia Toracica, Federico Rea, ha dichiarato che “non c’è alcuna motivazione ideologica dietro alla scelta di non inserire il paziente nella lista”, bensì “una scrupolosa analisi da parte di numerosi professionisti medico-clinici e psichiatrici, al fine di valutare con estremo rigore ed etica deontologica l’appropriatezza del trapianto nel caso specifico”. Rileviamo in particolare il ricorso agli psichiatri per valutare una libera scelta terapeutica.

Anche Repubblica riporta la motivazione ufficiale fornita dall’azienda ospedaliera: “La commissione valutatrice ha inteso tutelare il dovere di garantire che gli scarsi organi a disposizione (in Italia ci sono oltre 350 richieste l’anno, di cui vengono soddisfatte meno di 150) possano trovare i riceventi che, per caratteristiche di urgenza e di esito previsto, possano evitare la dispersione di risorse così preziose. La mancata adesione alla vaccinazione Covid da parte del paziente, come pure l’iniziale pretesa di ricevere un organo da donatore non vaccinato, poca o nessuna attinenza hanno con scelte correttamente effettuate dai medici valutatori, che han preso in considerazione fattori ben più ampi, fra i quali non secondaria la corretta aderenza e completamento delle terapie farmacologiche”.

Nessuna discriminazione dunque. C’è da augurarsi che lo stesso zelo sarà applicato nell’assistere i 24.992 cittadini che hanno segnalato reazioni avverse gravi,  e questi solo in base all’ultimo Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini anti-Covid dell’Aifa. Più tutte le altre migliaia di vittime dei sieri finora ignorate.

LILLI GORIUP

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