Josè Bergoglio, in arte Francesco, ha indetto una crociata contro la libertà di parola e di espressione in rete, invocando l’aiuto dei giganti della Silicon Valley.

Il bersaglio del “papocchio” però non sono, come si potrebbe pensare, gli atei, i miscredenti, coloro che promuovono l’aborto senza se e senza ma, o chiunque possa considerarsi nemico della fede cristiana; con costoro Bergoglio sembra intendersi a meraviglia.

Il nemico contro cui Bergoglio invoca l’aiuto dei grandi capitalisti dell’economia digitale sono i complottisti, gli odiatori (qualsiasi cosa voglia dire) e i diffusori di fake news.

In nome di Dio, chiedo ai giganti della tecnologia di smettere di sfruttare la debolezza umana, la vulnerabilità delle persone, per motivi di profitto senza preoccuparsi della diffusione di incitamento all’odio, adescamento, notizie false, teorie della cospirazione e manipolazione politica“, ha affermato.

In sostanza il vescovo di Roma, chiede di silenziare chiunque osi mettere in discussione i dogmi del potere globale e il”vangelo secondo Soros” di questa fase terminale globalismo neoliberista, ideologia che, detto per inciso, è intrinsecamente incompatibile con i principi e i valori del cattolicesimo come di ogni altra religione.

La Chiesa di Bergoglio ha dunque ormai sposato, pubblicamente e in maniera plateale, il progetto massonico di un mondo senza Stati e senza popoli, (l’ossessione immigrazionista di Francesco va nella direzione della cancellazione di ogni identità nazionale) e del tutto sottomesso a un potere finanziario apolide votato alla costruzione di un capitalismo globale della sorveglianza, nascosto dietro la lotta all’emergenza sanitaria oggi e ambientale domani.

L’ambientalismo di Bergoglio e la divinizzazione del creato a scapito del Creatore, poi,  costituiscono una perfetta base “spirituale” per la svolta “green” che il capitalismo globale ha da tempo deciso.

C’è da credere che le grandi corporazioni monopolistiche della rete diano ascolto all’accorato appello del Papa per un più rigido controllo delle idee.

Bergoglio ha con le grandi multinazionali globali un rapporto che definire eccellente sarebbe riduttivo. Lo dimostra l’elenco dei “partner” del Council for Inclusive Capitalism, un’organizzazione ispirata  proprio dalla” guida morale di Sua Santità Francesco”, come recita l’home page del sito ufficiale e votata alla creazione di   “un’economia e società più forti, più giuste e più collaborative, migliorando in definitiva la vita di innumerevoli milioni di persone in tutto il mondo”.

Tra i sostenitori di questa organizzazione di filantropi possiamo leggere i nomi delle multinazionali più importanti del pianeta, tra cui Allianz, Bank of America, Eni, Ford Foundation, Johnson & Johnson, Mastercard, Motorola, Rockefeller Foundation, Visa, solo per citarne alcuni. Complessivamente le società impegnate nella creazione di questa “nuova economia” ispirata a Francesco gestiscono un patrimonio di 10 trilioni di dollari.

Non male per un Papa che ha preso il nome di un santo che incarna l’idea di povertà e rinuncia ai beni materiali.

ARNALDO VITANGELI

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