Il vento sul Covid è cambiato. Si sono convertiti o preparano il cetriolone?

Il vento sul Covid ha cominciato a cambiare attorno all’Epifania. Ieri, martedì 11 gennaio, e ancor più oggi, poi, tutti soffiano con vigore in una nuova direzione. E’ riassumibile così: ci vogliono anche le cure, i vaccini non bastano, non possiamo continuare a vaccinare e rivaccinare la gente ad intervalli di pochi mesi. Tutti quanti si sono convertiti? Forse. O forse si prepara un cetriolone.

Tutti parlavano sempre e solo di vaccini. Fino a pochi giorni fa addirittura spianavano diligentemente la strada alla quarta dose, definita necessaria dal boss di Moderna. Affermava in sostanza: mi stupirei se l’efficacia della terza dose durasse a lungo. Gli esperti  dunque marciavano imperterriti sulla strada del “Se funziona male, diamogliene di più”. Sì, purtroppo probabilmente la quarta dose ci vorrà, dichiarava il professor Cauda, consulente dell’EMA (l’agenzia UE per il farmaco) e direttore del Malattie infettive al Gemelli.

Ma ieri proprio l’EMA si è detta preoccupata per  una strategia basata su somministrazioni ripetute e ravvicinate del vaccino.  Può darsi che, per far cambiare il vento, sia stata decisiva la constatazione ufficializzata dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità: nel giro di due mesi la variante Omicron del Covid contagerà mezza Europa, dove quasi tutti sono bi o tri vaccinati. E se è così, si fa davvero una figura barbina continuando a rincorrere la gente con una siringa.

Può darsi che questa sia la spiegazione. Fatto sta che è stato il Corriere della Sera a fiutare per primo il vento nuovo. In precedenza sostanzialmente allineato sul vaccino unica possibile salvezza, attorno all’Epifania ha suonato un’altra campana. Due articoli in pochi giorni. Il primo: la constatazione che in Africa, dove praticamente nessuno è vaccinato, non si è verificata nessuna strage. Il secondo: con una raffica di dosi, si rischia di mandare KO il sistema immunitario.

Di lì in poi, si sono aperte le cateratte. Fra ieri e oggi, dopo le parole di OMS ed EMA, si sono riposizionati tutti o quasi i talebani del vaccino: perfino il Papa. Manca solo Draghi.

Il Corriere della Sera si è messo a scrivere di cure. Il virostar Crisanti, che a Natale cantava Pfizer Bells, ha individuato problemi (anche lui!) in una strategia basata solo sui vaccini del tipo ora in circolazione. Si è avventurato nell’affermazione (fino ad una settimana fa considerabile un’eresia) che il virus diffondono i vaccinati: non i no vax. L’ex direttrice ISS (Istituto Superiore di Sanità) in un’intervista a La Stampa, riservata agli abbonati,  si è domandata se tanti decessi per Covid non dipendano dall’inadeguatezza del sistema sanitario. Quanto al Papa, se non ci si ferma al titolo dedicato al vaccino si constata che anche secondo lui, ora, le cure vanno sviluppate.

Come se non bastasse Bassetti – altro virostar esecutore di Pfizer Bellsha chiesto a Draghi di tranquillizzare gli italiani: tanti contagi ma pochi malati. Sostiene anche che con i criteri attuali di conteggio i numeri di ricoverati e morti sono gonfiati. In ottobre, per inciso, dava del terrapiattista a chi diceva una cosa del genere.

Che cosa è cambiato negli ultimi giorni? Cosa si sa, ora, che non fosse già ampiamente noto prima? Bisogna leggere con attenzione le parole con cui l’OMS – anche  l’OMS! – ha criticato i vaccini Covid, imperfetti sia per il tipo di protezione dalla malattia sia per la sua durata. L’OMS sostiene che bisogna aggiornarli affinché diventino migliori e si riduca così il numero di dosi.

E del resto, Pfizer è già al lavoro per una nuova versione del suo vaccino attiva anche contro la variante Omicron e in grado di fornire una protezione migliore contro la malattia grave. Sarà disponibile in primavera. Timeo danaos et dona ferentes, dicevano gli antichi: tante volte è saggio diffidare. Magari si sono convertiti tutti. Magari è in arrivo un vaccino del tutto analogo a quelli attuali ma definibile nuovo perché presentato come più potente, più duraturo, migliore. E sarebbe quello, appunto, il cetriolone.

GIULIA BURGAZZI

 

Don Quijote

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