Hanno detto che le sanzioni avrebbero messo l’economia russa in ginocchio, ma al momento in ginocchio siamo solo noi. Come è cambiato il prezzo di cibo ed energia in Russia e come è cambiato in Italia? Si può tentare un paragone grazie a un articolo del tabloid britannico The Sun, che può essere definito in molti modi ma certo non come organo della propaganda putiniana. Il succo: in Russia, almeno per ora, se la passano assai bene mentre in Europa piangiamo.
In Russia, secondo i dati del Sun, dall’inizio dell’anno il prezzo del cibo è diminuito complessivamente dell’11,3%. Il prezzo di vari tipi di frutta e verdura è diminuito in misura variabile fra il 13 e il 33%. Le bollette sono invece aumentate del 10%. Solo del 10%! In Italia le bollette sono talmente rincarate che costituiscono ormai un attentato alle coronarie.
Al Sun, come è logico, importa il raffronto con la situazione della Gran Bretagna, che appare disastrosa quasi come la nostra. In Gran Bretagna, nell’ultimo anno il cibo è rincarato del 10,5%; la frutta e la verdura del 10-18%; le bollette di gas ed elettricità dell’80%.
E in Italia? Il dato ufficiale dei rincari riguarda l’eterogeneo paniere Istat. In agosto, i prezzi del “paniere” hanno registrato un aumento complessivo dell’8,4% su base annua e dello 0,8% su base mensile, con rincari annui più considerevoli per i “beni energetici” (+44,9%; spaziano fino a comprendere perfino i lubrificanti) e per i “beni alimentari lavorati”, cioè quelli oggetto di trasformazione, come gli insaccati e i succhi di frutta: + 10,5% in un anno.
Già le cifre del paniere Istat inducono a sospirare al pensiero dei prezzi che invece sono diminuiti nei supermercati russi. Cercando di scavare un po’ più a fondo, secondo Coldiretti in Italia negli ultimi 12 mesi gli ortaggi sono rincarati del 12,2% e la frutta dell’8,5%, inducendo la gente a diminuire gli acquisti. E poi farina +23%, riso e pasta +22%, pollo +16%, uova +15%…
L’articolo del Sun non consente tutti questi paragoni. Dice però che in Russia dall’inizio dell’anno le patate sono diminuite di prezzo del 28%; i cavoli sono diminuiti del 33%; i pomodori del 14%; le carote del 13%. E la frutta, altro che aumentare come in Italia! Sempre in Russia, banane -14%.
Quanto alle bollette, il sensibile ma non tragico rincaro russo del 10% da gennaio può essere messo a confronto solo con i terrificanti rincari dei mercati all’ingrosso: di lì in poi, ogni fornitore italiano di energia elettrica e di gas ha i suoi prezzi, mentre alcune famiglie – ma non tutte – possono utilizzare i modesti sconti dei bonus governativi.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) in gennaio era di 224 euro al MWh; in agosto, sempre in media, è salito a 543 euro al MWh. Più che raddoppiato, a fronte delle bollette rincarate del 10% in Russia.
E il gas? Al TTF di Amsterdam, la Borsa che determina il prezzo in tutta l’Unione Europea, il prezzo del gas in consegna futura era di 72 euro al MWh lunedì 3 gennaio scorso: i due giorni precedenti non contiamoli, perché erano festivi e la cifra, come sempre in questi casi, era più bassa. Il gas ha toccato una punta di 346 euro al MWh a fine agosto e in questo momento è sceso (si fa per dire) a 214 euro al MWh. Quasi triplicato.
GIULIA BURGAZZI

















