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Notizie18 Luglio 2022

Il grembiule giallo: continua la campagna per cancellare le differenze

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza l'iniziativa del Comune di Buggiano, evidenziando l'uso del grembiule giallo per combattere gli stereotipi di genere. Si discute anche delle implicazioni educative di tale scelta e della libertà di espressione dei bambini.
Punti chiave
  • Il grembiule giallo è per combattere gli stereotipi di genere.
  • La decisione è stata presa dal collegio dei docenti dell'istituto Salutati-Cavalcanti.
  • Sartori critica l'uniformità imposta come forma di conformismo.
  • Le differenze sessuali sono naturali e non devono essere negate.
  • Laura Boldrini è criticata per la sua posizione sulle Barbie.
L'articolo

Buggiano è un comune della provincia di Pistoia, il cui nome differisce di una sola lettera dal fittizio “Comune di Bugliano” protagonista di una pagina web satirica. E l’ultima iniziativa del Comune di Buggiano può realmente ricordare quello di Bugliano: il grembiule giallo per combattere gli stereotipi di genere. Ora, quando avete finito di ridere possiamo andare avanti.

Questo accade nella scuola materna dell’istituto Salutati-Cavalcanti. Come appare da una nota dal prossimo anno “sarà consentito solo l’uso del colore giallo”. Immaginiamo le terribili punizioni per chi oserà usare il rosa e il celeste: metodo Ludovico a base di canzoni di Achille Lauro?

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“Il collegio dei docenti perseguendo il contrasto allo sviluppo degli stereotipi di genere, ha deciso di unificare il colore del grembiulini – si legge nella circolare – per educare al rispetto, per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione“.

Parafrasando Nostro Signore si potrebbe dire: lasciate che i bambini facciano i bambini. Innanzitutto un bambino dell’asilo ha ben altre priorità: deve imparare a usare la manualità, disegnare, socializzare coi compagnucci e avere i primi rudimenti di scrittura. Tutti questi discorsi sono al di là della sua comprensione e sarebbe bene che almeno ora stia lontano da cose come “violenza” e “discriminazione”. In secundis il grembiulino unificato educa alla discriminazione e al conformismo. Tutti uguali, e quindi chi è diverso va espulso. Questa è ideologia e ricorda in maniera sinistra il maoismo che voleva tutti uguali anche nel vestire.

Cancellare le differenze di sesso non è educativo, è anzi diseducativo. Essere differenti non significa essere migliori o peggiori, significa essere diversi e semmai il grembiulino diverso può insegnare ad un bambino che si trova in un’età in cui i maschi non vogliono le femmine tra le scatole ad accettare chi è diverso. Infine, le differenze sessuali sono biologia. Parliamo di scienza solo quando vogliamo punturare a forza tutta la popolazione italiana, ma nel caso delle differenze sessuali la biologia deve cedere il passo all’ideologia?

A questo si aggiunga l’ultima, assurda crociata dell’ineffabile Laura Boldrini contro le Barbie. “Non date le barbie alle vostre bambine” dice la signora Boldrini. E se le bambine chiedono spontaneamente la Barbie? Cos’é, bisogna indottrinare a forza?

Sono sempre esistite le bambine che hanno voluto giocare con le bambole e i cosiddetti “maschiacci” stile Jo March di “Little Women” che giocavano con le macchinine. E’ sempre una scelta spontanea del bambino.

E alla fine, ovvove ovvove, anche Jo March si sposa. Non è che cercando di creare a forza dei maschiacci poi queste rinunciano a cose “patriarcali e fasciste” come il matrimonio, come vorrebbe madama Boldrini.

Alla fine solo una cosa mi vien da dire: giù le mani dai bambini. Che siano quello che vogliono essere loro, non quello che vogliono dei pazzi ideologi di una dottrina totalmente folle e contro natura

ANDREA SARTORI

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