Secondo i dati dell’Inail, nei primi otto mesi del 2021 ci sono stati 772 incidenti mortali sui luoghi di lavoro e 333.345 incidenti sul lavoro registrati, in particolare nel settore agricolo, edile e dell’industria manufatturiera.

Il 29 Settembre ci sono stati 10 morti sul lavoro nel giro di 24 ore.

La risposta del premier Mario Draghi si riduce in una frase costruita per l’occasione e che assume un significato di assoluta indifferenza verso quei soggetti (e contribuenti) che sono il nucleo centrale di una società: i lavoratori.

“Pene più severe e immediate e collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro” (Mario Draghi).

La Repubblica dovrebbe essere fondata sui lavoratori e invece l’articolo 1 della Costituzione Italiana espone un generico e astratto “Repubblica fondata sul lavoro”. Vorremmo chiederci, quindi, se il lavoro, invece di essere un sostantivo, sia un gigante con testa, braccia, gambe. Se il lavoro è un concetto ideale di garanzia e diritto per tutti o una definizione specifica per alcune categorie e di esclusione per altri. L’articolo 1 della Costituzione Italiana non specifica una definizione di lavoro e non fa menzione dei lavoratori.

Però sono i lavoratori che muovono il PIL, che mettono in moto la società dei consumi, il funzionamento baumaniano della società liquida: lavora-spendi-consuma-crepa. Sono i lavoratori che producono oggettivamente i beni materiali e i servizi, o è il lavoro come entità astratta e nozionistica del vocabolario Garzanti che realizza dal nulla i beni e i servizi.

Ai lavoratori è stato tolto ogni tipo di garanzia e tutela. Le agenzie di lavoro e le cooperative hanno in mano eserciti di lavoratori pagati al minimo con contratti rinnovati ogni due mesi o addirittura ogni due settimane. Il lavoratore sotto contratto con un’agenzia viene chiamato “somministrato”, perché viene prestato o distribuito in affitto ad un’azienda cliente. L’azienda ha il vantaggio di non assumersi l’incarico di cercare personale, di pagare stipendi e contributi che sono a carico dell’agenzia. Se il “somministrato” non va bene o c’è un calo della produzione per crisi, l’azienda manda a casa il lavoratore previa comunicazione all’agenzia. Il contratto a tempo indeterminato è un miraggio. Il lavoratore non vende, ma affitta la sua forza-lavoro in cambio di uno stipendio a termine.

Sul tema della sicurezza sul lavoro, le agenzie organizzano per i “somministrati” dei corsi on line della durata di 4 ore realizzati con video di animazione per ricevere un certificato di livello base. In questo modo si crede di aver istruito il lavoratore sulle norme della sicurezza sul lavoro. Ma forse le agenzie e le loro aziende clienti pensano che il tema della sicurezza è risolvibile con delle norme che i lavoratori devono rispettare. Certamente. E quali sono i doveri che le aziende dovrebbero rispettare sul tema della sicurezza fisica del lavoratore?

Norme legislative. Sono fondamentali, ma i lavoratori crepano.

Le pene più severe e immediate, di cui parla Draghi, esistono già ma la Magistratura è al collasso con la ripresa dell’attività giudiziaria dopo il lockdown. I tempi di attesa per avere giustizia in tribunale sono lunghissimi. E poi, le pene severe non risolvono i problemi. La giustizia è come un cerotto, interviene quando il danno irrimediabile è stato già fatto. Bisogna intervenire prima che il danno avvenga.

Allora, il premier Draghi parla di collaborazione all’interno delle aziende per individuare le falle sulla sicurezza sul lavoro. E’ una questione etica. In Italia non esiste un’etica del lavoro e della sicurezza dei lavoratori. Nella società liberal-capitalista in cui viviamo è considerata primaria l’etica utilitarista del massimo profitto a tutti i costi. Lo Stato ormai responsabile di funzioni minime, ragiona in termini di “mercato”. La sicurezza sul lavoro, in una società dove il lavoratore è vittima consapevole e inconsapevole del progresso della tecnica con l’unico scopo di realizzare profitti appartenenti a terzi, diventa solo un impedimento, un costo forzoso, un rallentamento della macchina produttiva. La situazione della sicurezza sul lavoro è ancora più drammatica nel Sud Italia con il lavoro “a nero” senza minime garanzie di tutela.

Di quale collaborazione interna alle aziende parla il premier Mario Draghi?

Come si realizza l’etica del lavoro e della sicurezza se non esiste un’educazione all’estetica del lavoro? Del lavoro non solo inteso per soddisfare i bisogni materiali ma anche come attività per l’evoluzione spirituale dell’uomo? Un approccio metafisico del lavoro, di autenticità dell’essere.

Un momento, fermiamoci. Sono questioni filosofiche. Stiamo con i piedi per terra. Intanto i lavoratori crepano.

Per il governo italiano la priorità della sicurezza sul lavoro è l’obbligo del Green Pass da presentare in azienda dal 15 ottobre. L’ignobile decreto legge del governo prevede la sospensione dello stipendio per chi non possiede il Green Pass costringendo il lavoratore a vaccinarsi oppure subire l’estorsione mafiosa, voluta dalla cosiddetta “Repubblica fondata sul lavoro”, dei tamponi a pagamento.

Ma i lavoratori muoiono per gli incidenti sul luogo di lavoro e la lista è lunga. Ricordiamone alcuni:

  • 3 Maggio 2021. Luana D’orazio, 22 anni, Montemurlo (Prato). Ha perso la vita dopo essere rimasta incastrata in un orditoio della fabbrica tessile dove lavorava. Lascia il compagno e un figlio.
  • 18 Settembre 2021. Giuseppe Siino, 48 anni, Campi Bisenzio (Firenze). Ha perso la vita schiacciato dai cilindri del macchinario che stava utilizzando. Lascia la moglie e una figlia di 13 anni.
  • 30 Luglio 2021. Davide Deboli, 47 anni, Nogarole Rocca (Verona). Ha perso la vita rimanendo schiacciato da un mezzo nel piazzale di un’azienda di trasporti.
  • 4 Settembre 2021. Massimo Amici, 47 anni, Fidenza (Parma). Ha perso la vita asfissiato nell’autocisterna del suo tir, dove era sceso per recuperare una guarnizione caduta.
  • 8 Agosto 2021 Giuseppe Rallo, 47 anni, Bertinoro (Forlì-Cesena). Ha perso la vita dopo tre mesi in terapia intensiva. Era rimasto schiacciato fra due camion, il suo – che stava controllando da terra – e un altro che gli è arrivato alle spalle.
  • 28 Settembre 2021. Jagdeep Singh. 46 anni, Pieve Emanuele (Milano). Ha perso la vita congelato in un deposito di azoto della sede dell’ospedale Humanitas.
  • 16 Settembre 2021. Antonio Vasto, 59 anni, Marano di Napoli (Napoli). Ha perso la vita cadendo da un’impalcatura mentre stava tinteggiando con un collega la facciata di casa
  • 8 Settembre 2021. Luigi Manfuso, 59 anni, Napoli. Ha perso la vita dopo una caduta nel fossato della banchina dei treni.
  • 5 Agosto 2021, Francesco Martino, 34 anni, Pomigliano D’Arco (Napoli). Ha perso la vita schiacciato da una balestra, una pressa che modella il ferro rovente

e tanti altri….

Per quanto ancora dobbiamo continuare con questa vergognosa ecatombe di morti sul lavoro?

DARIO ZUMKELLER

Cantautore e Poeta. Vincitore di Strafactor nel 2017 e autore dell’album di poesia cantata “La Calce di Ulkrum” nel 2020. Nel 2021 pubblica la raccolta di poesie “Generazione Disfagia” per Amazon. Dottorante in Sociologia.

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