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Notizie21 Settembre 2022

Il discorso di Putin. Ultimo treno per la pace in Europa. Bisogna decidere se salirci

Di ·642 contenuti pubblicati
annessione donbass integrità territoriale russa nucleare putin
Giulia Burgazzi analizza il discorso di Putin, evidenziando la mobilitazione parziale della Russia e la minaccia nucleare. Si discute anche della situazione geopolitica in Europa e delle implicazioni per la pace.
Punti chiave
  • Putin annuncia la mobilitazione parziale per difendere l'integrità territoriale russa.
  • I referendum per l'annessione delle regioni ucraine avvengono dal 23 al 27 settembre.
  • L'Occidente continua a fornire armi all'Ucraina, aggravando il conflitto.
  • Putin accusa l'Occidente di voler indebolire e distruggere la Russia.
  • Il discorso sottolinea la possibilità di utilizzare armi nucleari in caso di minaccia.
L'articolo

Sta passando l’ultimissimo treno per conservare la pace in Europa. Per conservare la nostra cara, vecchia Europa. I referendum che si svolgeranno il 23-27 settembre per annettere alla Russia le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia trasporteranno infatti all’interno della Russia la guerra che finora si è combattuta in Ucraina.

La Russia non controlla completamente le aree dell’Ucraina che si avvia ad annettere. Subisce bombardamenti perfino la città di Donetsk, capitale della repubblica secessionista che col referendum diventerà territorio russo. Nel suo discorso di stamattina, mercoledì 21 settembre, il presidente russo Putin ha detto che la Russia, se minacciata nella sua integrità territoriale, userà tutti i mezzi a sua disposizione.

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Che cosa, ancora, non è chiaro? La Russia è una potenza nucleare e l’Occidente – compresa l’Unione Europea, compresa l’Italia – fornisce costantemente all’Ucraina armi e mezzi. E’ evidente che l’Europa si avvia a diventare il terreno dello scontro diretto fra la Russia e l’Occidente. A meno che l’Europa stessa non acchiappi al volo l’ultimissimo treno per la pace.

La guerra in Ucraina nasce da una complessità di ragioni geopolitiche: come ogni guerra, del resto. I grandi media tendono a presentarla come lo scontro fra Zelenzky –  l’aggredito – e Putin, l’aggressore. Buono, no buono: una profondità di analisi degna del comico Andy Luotto, nelle sue apparizioni televisive degli Anni 70 ed 80.

E’ ora di uscire da questa visione. L’Unione Europea non dà segno di volerlo fare. L’altro ieri, lunedì 19, i ministri degli Esteri degli Stati UE hanno ribadito l’intenzione di continuare a fornire armi all’Ucraina. Soprattutto, come ha detto il capo della diplomazia UE, Joseph Borrell, anche in quell’occasione si è parlato di una missione UE per l’assistenza militare all’Ucraina.

L’Unione Europea è già ora anche un’alleanza militare con obblighi di reciproca difesa fra gli Stati membri. Si tratta di un suo aspetto poco noto. Discende dall’articolo 42, comma 7, del Trattato sull’Unione Europea, ossia dall’accordo istitutivo dell’UE. Il comma 7 comincia con queste parole

Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso

Secondo alcuni analisti, si tratta di una formulazione ancor più forte del famoso articolo 5 della NATO, in base al quale l’attacco armato contro un membro dell’alleanza atlantica viene considerato un attacco contro l’intera alleanza.

Ecco, è esattamente questa la strada di guerra verso la quale l’Unione Europea e l’Italia sono avviate in seguito al discorso di Putin. L’ultimissimo treno per la pace sta passando. Bisogna decidere se saltarci sopra al volo.

Nel suo discorso, Putin ha annunciato la mobilitazione parziale della Russia. Ha affermato che l’Occidente, così come nel 1991 è stato in grado di dividere l’Unione Sovietica, ora vuole “indebolire, dividere e poi distruggere” la Russia. Per questo scopo, secondo Putin, esso ha coltivato l’odio antirusso soprattutto in Ucraina, trasformandola in carne da macello e spingendola in guerra contro la Russia.

Lo scopo dell’ “operazione speciale” in Ucraina, ha riaffermato, è “la liberazione dell’intero territorio del Donbass”, e la Russia “farà di tutto” per garantire “condizioni sicure” per i referendum relativi all’annessione alla Russia.

Quanto al versante militare, Putin ha definito la mobilitazione parziale della Russia necessaria per proteggere la sovranità e l’integrità territoriale e per “garantire la sicurezza” del popolo russo e dei popoli che vivono “nei territori liberati” dell’Ucraina. Già oggi stesso dunque, in base all’annuncio di Putin, diventano soggetti alla leva militare coloro che fanno parte della riserva e coloro che hanno già prestato servizio nelle Forze armate: specialisti in primo luogo. Parallelamente, i miliziani volontari delle repubbliche di Donetsk e Lugansk acquisiranno lo stesso status giuridico dei militari regolari russi.

Altro punto importante del discorso. All’inizio delle ostilità, a detta di Putin, i rappresentanti dell’Ucraina “hanno reagito in modo molto positivo” alle proposte russe avanzate nei colloqui di pace: quelli di Istanbul e non solo. Ma la soluzione pacifica “non si addiceva all’Occidente”, che ha ordinato all’Ucraina di interrompere le trattative e l’ha imbottita di armi e mercenari. L’Occidente ha inoltre addestrato unità militari ucraine secondo gli standard NATO ed esse sono state poste di fatto sotto il comando di consiglieri occidentali.

Per questo “l’Occidente ha superato tutti i limiti”. L’Occidente, ha rilevato Putin, parla addirittura di consegnare all’Ucraina armi offensive a lungo raggio, in grado di attaccare la Crimea ed altre regioni della Russia, come peraltro già successo nelle zone di Belgorod e Kursk. Nel contempo, la NATO effettua ricognizioni su tutta la Russia meridionale e sprona l’Ucraina a trasferire la guerra all’interno della Russia; alti rappresentanti di Stati NATO descrivono come ammissibile l’uso di armi di distruzione di massa – armi nucleari – contro la Russia.

Anche la Russia, ha sottolineato Putin, possiede analoghi strumenti ed anzi essi per alcuni aspetti “sono migliori” di quelli dei Paesi NATO. Se l’integrità della Russia sarà minacciata, “useremo certamente tutti i mezzi a nostra disposizione” per proteggere il popolo russo. “Sottolineo: tutti i mezzi. Non è un bluff”, ha detto Putin. Ha avvertito coloro che minacciano di usare armi nucleari che il vento potrebbe portare verso di loro la nube radioattiva e ha concluso affermando che fa parte della tradizione russa “fermare quanti aspirano a dominare il mondo. E anche adesso lo faremo”.

GIULIA BURGAZZI

 

 

 

 

 

 

 

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