Prima del viaggio del presidente Biden in Europa la scorsa settimana, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan ha affermato che “il presidente si stesse recando in Europa per assicurarsi che saremmo rimasti uniti”.

Di sicuro non è andato come previsto. Questo infatti potrebbe essere stato il viaggio presidenziale all’estero più disastroso e pericoloso di sempre.

Gli Stati Uniti e gli alleati della NATO hanno ripetutamente affermato che “proteggere la democrazia ucraina” non ha mai significato minacciare la Russia. Sostenere l’adesione alla NATO e inviare miliardi di dollari in equipaggiamenti militari  in Ucraina, a partire da Trump, non significava minacciare la Russia. I campi di addestramento della CIA nell’Ucraina orientale, dove i paramilitari venivano addestrati su modello statunitense, non erano una minaccia alla Russia.

Ma ad ogni sua tappa del viaggio, il presidente Biden sembrava minare concretamente la narrativa che la sua stessa amministrazione aveva così accuratamente elaborato. Innanzitutto, ha messo in guardia dal fatto che la Russia potrebbe usare armi chimiche in Ucraina, e Biden ha promesso che se così fosse lui non avrebbe problemi a rispondere nello stesso modo. Peccato che sarebbe un grave crimine di guerra.

Il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan ha dovuto spiegare che gli Stati Uniti “non hanno davvero intenzione” di usare armi chimiche.

Più tardi, parlando all’82° Airborne in Polonia, il presidente Biden ha riferito loro che le truppe statunitensi sarebbero presto arrivate in Ucraina. Così ha detto alle truppe:

Vedrete – vedrete donne, giovani in piedi – in piedi in mezzo a – davanti a un… carro armato, che dicono solo: ‘Non me ne vado. Sto mantenendo la mia posizione.‘”

Un portavoce della Casa Bianca ha dovuto chiarire che “il presidente è stato chiaro che non stiamo inviando truppe statunitensi in Ucraina e non ci sono cambiamenti a quel riguardo”.

Chiaro? Beh, non proprio. Aveva appena detto il contrario ma facciamo finta dì niente!

Poi, al termine del discorso finale di Biden in Polonia, il presidente ha inavvertitamente detto la verità: il coinvolgimento degli Stati Uniti in Ucraina riguarda il “cambio di regime” in Russia. Parlando del presidente russo Putin, ha detto al pubblico che era lì al confine con l’Ucraina per ascoltarlo “per l’amor di Dio, quest’uomo non può rimanere al potere”.

La squadra che controlla le catastrofi del presidente si è immediatamente mobilitata nella persona del segretario di Stato Antony Blinken, che ha offerto questa interpretazione della chiara dichiarazione di Biden: “Penso che il presidente, e la Casa Bianca con lui,  ieri sera abbia affermato che, semplicemente, il presidente Putin non può avere il potere di fare la guerra o impegnarsi in un’aggressione contro l’Ucraina o chiunque altro”.

No, non era quello che aveva detto. Il presidente ha un ruolo costituzionale di primo piano nella ideazione della politica estera degli Stati Uniti,  e ha affermato in un discorso pubblico che il “cambio di regime” in Russia è un obbiettivo politico degli Stati Uniti.

Qualsiasi tentativo dei suoi membri dello staff di cercare di spiegare quello che ha detto è stato penoso: o il presidente non ha idea di cosa sta dicendo, quindi per questo non dovremmo nemmeno prendere sul serio quella che è essenzialmente una dichiarazione di guerra alla Russia a tutti gli effetti, oppure il presidente ha colto l’occasione al confine con l’Ucraina per dichiarare guerra alla Russia in maniera estemporanea.

I presidenti Reagan, Ford e Bush Jr. erano tutti noti per le loro gaffe. Alcuni erano divertenti e altri erano seri. Ma nessuno di loro ha dichiarato guerra a un avversario con armi nucleari a due passi da casa sua per poi dover  inviare il suo personale a spiegare che il non intendeva davvero dire quello che aveva appena detto.

È interessante notare che Biden ha conservato le sue dichiarazioni più roboanti  per questo discorso finale in Polonia, al quale nessuno dei partner NATO più cauti come Germania e Francia era presente. Giusto perché l’unità era lo scopo principale del viaggio.

C’è un vero problema nell’amministrazione Biden e prima lo affrontiamo meglio è.

Di Ron Paul, traduzione Martina Giuntoli

 

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