Le élite vogliono convincerci a mangiare insetti.
Già da alcuni anni la macchina della propaganda ha mobilitato star di Hollywood come Nicole Kidman o Angelina Jolie.
In Europa il primo provvedimento in questo senso è del 2017: Bruxelles ha autorizzato l’uso di insetti nei mangimi per animali.
Nel 2021 è arrivato l’ok anche per il consumo di alcune specie di questi invertebrati da parte dell’essere umano.
Negli ultimi mesi in alcuni supermercati del Nord Italia sono poi comparsi snack e chips a base di farina di grilli, cavallette e tarme. Simili prodotti ci vengono presentati come "novel food".
Per la maggior parte di noi ciò è semplicemente disgustoso a livello intuitivo. Che cosa ne pensa invece la scienza?
La narrazione a favore del consumo di insetti si basa sul presupposto che essi siano un alimento dalle componenti equilibrate, per il consumo umano, oltre che moderno e sostenibile. Ma è proprio così? Ne parliamo con Nancy Crupi, ricercatrice, biologa, con un PhD in malattie infiammatorie e sette anni di formazione post-dottorale negli Stati Uniti sulla nutrizione umana e patologie a essa collegate - Il personaggio del giorno

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