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Visione TV

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Guerra e Verità25 Maggio 2024

I radar del sistema nucleare russo nel mirino di Kiev

Pino CabrasDi Pino Cabras·617 contenuti pubblicati
Lettera da Mosca analizza l'attacco ucraino a una stazione radar russa, evidenziando la sua importanza strategica. Si discute anche delle potenziali ritorsioni nucleari e delle implicazioni globali dell'azione.
Punti chiave
  • I droni ucraini hanno colpito la stazione radar Voronezh-DM in Krasnodar.
  • Il radar è fondamentale per il sistema di allerta nucleare russo.
  • Dmitriij Rogozin ha definito l'impianto un elemento chiave per le forze nucleari.
  • L'attacco potrebbe provocare ritorsioni nucleari da parte della Russia.
  • L'azione è vista come parte di una strategia più ampia delle potenze NATO.
L'articolo

da Lettera da Mosca.

I droni ucraini hanno attaccato una stazione radar strategica russa di allarme rapido per attacchi, compreso l’uso di missili balistici, scrive The War Zone. Le immagini satellitari confermano i danni alla stazione Voronezh-DM nel territorio di Krasnodar. Questi radar ad altissima frequenza fanno parte di un sistema di allarme rapido per i missili balistici nucleari. Foto dai social network e immagini satellitari mostrano danni ad entrambi gli edifici che ospitano le apparecchiature della stazione. I sistemi radar sono sistemi molto sensibili e fragili e anche un colpo relativamente piccolo può renderli inutilizzabili per un lungo periodo di tempo.

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Sul lato russo non vi sono state reazioni ufficiali. L’unico personaggio di un certo rilievo a pronunciarsi è stato Dmitriij Rogozin, senatore della regione di Zaporozhye ed ex direttore generale di Roskosmos. Rogozin, nel dare notizia dell’attacco ucraino, ha definito l’impianto “un elemento chiave del sistema di comando e controllo del combattimento per le forze nucleari strategiche”.

Da parte ucraina, al momento, non vi è stata alcuna rivendicazione dell’attacco. Secondo The War Zone, l’attacco al radar è motivato dal fatto che questo impianto è in grado di rilevare i lanci di missili ATACMS a lungo raggio forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina. Secondo gli esperti intervistati dalla pubblicazione, la stazione Voronezh-DM viene utilizzata per monitorare la direzione Sud-Ovest. Nel 2013, con l’aiuto di questa stazione, è stato registrato il lancio di un missile balistico nel Mar Mediterraneo dalla Libia. Nonostante il raggi dei radar copra la Crimea, la stazione è progettata per rilevare il lancio di missili balistici da una distanza molto maggiore.

Un attacco a questi radar della rete russa di allarme rispetto ai missili atomici potrebbe soddisfare le condizioni per una ritorsione nucleare da parte del Cremlino.

Tratto da: https://letteradamosca.eu/2024/05/25/i-radar-del-sistema-nucleare-russo-nel-mirino-di-kiev.

NOTA DI VISIONE TV

Quella che avete appena letto non è una notizia qualsiasi. Perché non sono qualsiasi le ripercussioni e implicazioni che annuncia. Lo facciamo dire a Giuseppe Masala sul suo canale Telegram:

“Colpire i radar di allarme precoce russi di Krasnodar è un atto scellerato che non ha alcun senso per gli ucraini che non hanno le armi che quei radar devono avvistare. Ovviamente si parla dei missili nucleari strategici che gli USA, la Francia e UK tengono puntati sulla Russia.

Ovvio che il mandante di un simile atto va ricercato in quei tre paesi o nella organizzazione militare di cui fanno parte e sono egemonia (la Nato).

Per darvi un idea: colpire quei radar è come se qualcuno vi cavasse gli occhi rendendovi indifesi verso un attacco, peraltro quello più pericoloso perché tendente ad annientarvi.

Secondo voi i russi come hanno preso la cosa?”

Detto in altri termini: l’attacco a questa categoria di strutture, non giriamoci attorno, può portare a rappresaglie nucleari. Non è nemmeno immaginabile che un attacco così delicato agli equilibri di deterrenza globale possa accadere senza l’autorizzazione e perfino l’assistenza delle potenze nucleari della NATO. Ai piani alti del Natostan hanno già scelto l’escalation e il tranquillo rischio di distruggere il nostro continente. Non si dimentichi che la decisione russa di iniziare nel febbraio 2022 la cosiddetta Operazione Militare Speciale in Ucraina fu presentata con un presupposto analogo a quello con cui dal lato USA nel 1962 nacque la crisi dei missili di Cuba: non avere alle porte di una grande potenza nucleare uno Stato ostile convertibile in una piattaforma logistica per missili che minacciano la deterrenza nucleare e dunque la sovranità.

La posta in gioco è, per tutti noi milioni di europei, la nostra pelle, non i furori guerrafondai di Quartapelle.

Pino Cabras
AUTORE
Pino Cabras
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