Nel racconto dei media di regime l'Italia, con il governo Draghi, è tornata protagonista in Europa e nel mondo e si avvia a una forte crescita economica. Nella realtà il Paese sta vivendo una gravissima crisi e, privo di una politica estera, è irrilevante nel mondo, persino nei Paesi su cui fino a pochi anni fa esercitavamo una forte influenza. A colpire il nostro Paese e ad impedirgli di rialzarsi sono nemici interni ed esterni,. Ne abbiamo parlato con Stelio Fergola, direttore si "oltre la linea" e saggista.
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Nel contesto attuale, la narrazione prevalente nei media mainstream presenta l'Italia come un Paese rinato, grazie all'operato del governo Draghi, pronto a tornare protagonista sulla scena europea e mondiale. Tuttavia, questa visione risulta fortemente contestata da Stelio Fergola, direttore di "Oltre la linea", che sottolinea come la realtà sia ben diversa. Secondo Fergola, l'Italia sta affrontando una crisi profonda e persistente, priva di una politica estera efficace, che la rende irrilevante a livello internazionale. La crisi che attraversa il Paese è il risultato di nemici interni ed esterni, che ostacolano ogni tentativo di ripresa.
Fergola critica aspramente il racconto propagandistico che descrive un'Italia in ripresa, affermando che un recupero credibile non può essere realizzato in tempi così brevi. Egli evidenzia come, dopo decenni di crisi, sia impossibile attendersi un miglioramento significativo della posizione geopolitica e della credibilità internazionale del Paese in un lasso di tempo così ridotto. Questo tipo di narrazione, secondo lui, ricorda le più fantasiose propagande del passato, che promettevano risultati miracolosi senza basi concrete.
Un altro punto cruciale sollevato da Fergola riguarda la questione del Prodotto Interno Lordo (PIL). Anche se le previsioni di crescita possono sembrare positive, egli avverte che il PIL non è un indicatore affidabile delle reali condizioni economiche del Paese. La chiusura di migliaia di attività commerciali può essere mascherata da un aumento del PIL, ma non riflette la vera situazione occupazionale e sociale degli italiani. La crescita, quindi, non compensa il crollo precedente, e il benessere reale dei cittadini rimane compromesso.
Fergola mette in evidenza la necessità di un cambio di rotta nella politica estera italiana, sottolineando come il Mediterraneo stia tornando a essere un'area strategica di importanza globale. Tuttavia, critica la classe dirigente italiana per non saper sfruttare appieno questa opportunità, restando spesso subalterna agli interessi di potenze esterne. La mancanza di una visione autonoma e proattiva nei confronti dell'area nordafricana e del Mediterraneo rappresenta, secondo lui, un grave errore strategico.
Infine, Fergola si sofferma sulla fragilità dell'attuale governo, descritto come un'alleanza di forze politiche distanti tra loro, che potrebbe non resistere a lungo. La sua analisi suggerisce che, nonostante le apparenze di stabilità, l'instabilità politica è destinata ad aumentare, complicando ulteriormente la già difficile situazione del Paese. In questo contesto, la vera sfida per l'Italia sarà quella di affrontare i propri nemici interni ed esterni, per poter finalmente intraprendere un percorso di rinascita autentica e duratura.
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