Nel centrodestra devono essersi accorti che gli elettori sono poco propensi a perdonare quanto, sia la Lega di governo che l’opposizione soft meloniana, hanno combinato durante la pandemia. Governatori che invocavano i lager per i novax, parlamentari che rivendicavano con orgoglio gli obblighi vaccinali, votazioni plebiscitarie per il Green Pass: tutto ciò viene ricordato in questi giorni nell’hashtag #ionondimentico diventato virale su Twitter e promosso dai cittadini vessati, sospesi, licenziati, rinchiusi, discriminati in due anni di incubo.

Così, all’approssimarsi delle elezioni, ecco il centrodestra correre ai ripari nel tentativo di metterci una pezza ed evitare che gli elettori imbufaliti finiscano col votare “i partiti del dissenso”. Sia mai! E quindi arriva l’ideona: ci facciamo intervistare da La Verità, e ci rimangiamo tutto sperando che se la bevano.

Un’operazione veramente ridicola. Anzitutto perché i tre partiti della coalizione se ne guardano bene dal mandare i leader: dovrebbero fare promesse impossibili da mantenere. Molto meglio spedirci degli emeriti signor Nessuno (ovvero i “responsabili sanità”) che potranno perdere la faccia senza problemi quando torneranno restrizioni e controlli. Non solo: i signor Nessuno neanche si sprecano a sperticarsi in promesse o pentimenti, macché! Buttano lì qualche scusa, camminando sulle uova e arrampicandosi sugli specchi per non -in sintesi- rinnegare nulla di quanto fatto.

“Il green pass non serve più, abbiamo le cure” azzarda timidissimo il leghista. Ammettendo quindi che se non ci sono cure si può invece lasciare la gente senza lavoro e chiusa in casa, e sottintendendo che in caso di nuova malattia (come il famoso vaiolo delle scimmie) si possa serenamente ricominciare a vessare. FdI invece resta sul vago e si appella al “buonsenso”: cosa significa? Che se “la Scienza” tornerà a terrorizzare la popolazione, il buonsenso detterà prudenza e quindi via libera alle restrizioni. I vaccini sono affidati poi alla risposta di Forza Italia (stiamo freschi), che ne ribadisce la validità e chiede “campagne informative” per convincerci meglio della bontà dell’inoculazione.

Tutto come al solito, insomma. Non un fiato sugli effetti collaterali, niente NO deciso a ogni obbligo per qualsiasi categoria, niente NO deciso a tessere fasciste e marchiature stile bestiame da allevamento. Perché? Semplice: perché non possono. Perché i partiti di centrodestra sono immersi fino al collo nel business e nella narrazione pandemica (la presente e le future) e quindi non possono pestare i piedi a nessuno. Al prossimo allarme, alle prossime “file di ambulanze”, sono pronti a ricominciare esattamente come prima.

E l’operazione di comunicazione furbina è riuscita a farcelo capire ancora meglio.

DEBORA BILLI

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