Immaginiamo una comunità collocata nei pressi di un lago pescoso.

Essa si autoregola, in modo da non pescare più pesce rispetto a quello che si rigenera. In tal modo, la comunità può garantirsi una forma di alimentazione stabile e sicura.

Immaginiamo che il lago venga ora privatizzato e passi sotto il controllo di un gruppo di “investitori stranieri”: per il tramite della privatizzazione e della liberalizzazione (e anche in virtù del disinteresse verso le sorti di una comunità e di un ambiente che non sono i propri), gli investitori esteri scatenano la competizione per la cattura e la vendita del pesce (di quanto più pesce è possibile), depredano il territorio e, infine, lo distruggono, privandolo il lago dei pesci e delle specificità che garantivano in precedenza l’equilibrio della comunità con se stessa e con l’ambiente.

È questa, in effetti, la tendenza fondamentale del capitalismo, in ciò simile al cancro: esso depreda e annienta il territorio che lo ospita, per poi spostarsi verso nuove aree a cui riservare il medesimo trattamento.

DIEGO FUSARO

  • 2625 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 2623 Sostenitori