HastatoPutin: il delirante complottismo del mainstream

Il mondo mediatico oggi usa una parolina magica per screditare quanti non si attengono alla narrazione delle versioni ufficiali: complottismo. Nel linguaggio mediatico il complottista è una persona che cerca di spiegare gli avvenimenti come una cospirazione ordita da misteriosi gruppi di potenti indicati spesso come “poteri forti”, e viene sempre descritta sul filo del demenziale. Ma esiste un complottismo alimentato anche dalle stesse fonti di informazione ufficiali.

In questi giorni in merito al fenomeno cosiddetto no vax è apparso, sull’Huffington Post, un pezzo che accusava il Cremlino di essere dietro la comunicazione antivaccinista. Nulla di nuovo: Putin è da anni indicato come l’eminenza grigia dietro ad ogni magagna occidentale, a tal punto che è stato coniato l’hashtag ironico #hastatoputin. La teoria del complotto più diffusa riguarda la presunta interferenza russa sulle elezioni americane, ma la mano di Putin è stata vista anche in altri eventi, come la Brexit, a tal punto che Wikipedia ha persino dedicato una pagina alla questione. Ma questa teoria cade subito, perché la stessa pagina Wikipedia specifica nella prima riga che le intereferenze russe nel referendum del 2016 “non sono provate”.

Se il “complottismo dei poveri” riguarda massoni o misteriose cupole, quello mainstream ha creato il “personaggio Putin” che da presidente più o meno discutibile ma comunque riconosciuto e rispettato è diventato il capo di una sorta di Spectre mondiale, una specie di villain cinematografico sul quale scaricare gli orwelliani cinque minuti di odio e additare come causa di tutti i mali del mondo. Il mainstream che continua a dire che il complottismo ha le gambe corte ed è facilmente smascherabile non si accorge di cadere proprio in questa trappola.

Uno dei punti più bassi di complottismo mainstream antirusso fu quando l’inviato del Corriere della Sera Fabrizio Dragosei inventò di sana pianta, nell’ottobre 2016, un inesistente stato di guerra a Mosca: in quel momento il sottoscritto viveva a Mosca e si accorse di questo immaginario stato di guerra solo quando gli arrivarono messaggi preoccupati di parenti e amici che avevano letto il Corriere. Al di comunque della testimonianza personale, altre persone che vivevano a Mosca sbugiardarono Dragosei in poco tempo sui suoi stessi profili social. Caso ancora più formidabile è quello di Gianni Riotta che accusò una signora russa che lo contestava di essere un troll del Cremlino. La prova? Secondo Riotta la signora in questione usava la falsa identità di una ballerina. In realtà si trattava solo di un caso di omonimia. All’epoca Riotta coordinava una commissione contro le fake news, e questo la dice lunga.

Il complottismo quindi è anche mainstream, e spesso è caduto in errori marchiani e facilmente dimostrabili. Ha preso, come fanno i complottisti classici, un cattivo e gli ha addossato la colpa di tutti i mali del mondo indicando un comodo capro espiatorio per distrarre la popolazione. E quale bersaglio migliore di un Paese che dal Dopoguerra a questa parte è considerato l’ “Impero del Male”, anche se non è più comunista nemmeno per sbaglio, e se oggi Mosca pare una pervasa da uno spirito di edonismo reaganiano più che da nostalgie bolsceviche?

L’articolo dell’Huffington Post è solo l’ultima puntata di questo complottismo mainstream che ha preso la Russia come capro espiatorio. E il vizietto di legare gli ambienti no vax a Mosca è facilmente smontabile dal fatto che il sindaco di Mosca ha cercato di imporre il green pass, e che comunque lo stesso Putin sta investendo molto nel persuadere i suoi cittadini a vaccinarsi.

Forse chi accusa gli altri di essere un complottista sta facendo una proiezione psicologica: perché mai come in questi anni il più becero complottismo ha trovato spazio sui giornali considerati ufficiali e autorevoli.

ANDREA SARTORI

Visione TV

Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura

View all posts

Sostieni Visione TV

2.178 of 2.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese