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Notizie8 Ottobre 2021

Green pass, brutti segnali: cominciano le violenze sui divergenti

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Debora Billi analizza la crescente violenza contro i non vaccinati, evidenziando un episodio all'Università di Bologna. Si discute anche del clima di odio fomentato da dichiarazioni pubbliche e della necessità di protezione per i nopass.
Punti chiave
  • Una studentessa ha subito insulti e minacce per il suo status vaccinale.
  • Il clima di odio ricorda episodi storici di violenza di gruppo.
  • Le dichiarazioni pubbliche alimentano la divisione tra vaccinati e non vaccinati.
  • Aziende stanno organizzando vigilanza armata per controllare i green pass.
  • La società si divide in due fazioni, creando tensioni e necessità di protezione.
L'articolo

Dal canale Telegram “Studenti contro il Green Pass”:

“Ragazzi volevo portare un attimo la vostra attenzione su quello che è successo oggi perché è stato il limite del decoro umano. Sono andata a lezione da sola perché non avendo mai controllato nella sede di Via Centotrecento pensavo di star tranquilla, invece c’era il tipo all’ingresso e si sono svolte le modalità dell’ultima volta circa, con la sola differenza che a sto giro non ho voluto andarmene in quanto ho fatto presente alla professoressa che era lei a decidere di reagire così, e ha annullato la lezione.

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Quello che è stato assurdo è stato il seguito: ho avuto tutta la classe inviperita contro, insulti, chi si è alzato pretendendo i soldi del biglietto universitario che lo ha portato a perdere la lezione per colpa mia, chi ha reagito dandomi della troia no vax, chi è venuto a urlarmi contro di seguire online.

Una volta uscita mi ha aspettato un gruppetto di persone che ha iniziato ad accanirsi, a sputare per terra vicino ai miei piedi, un tipo mi ha scattato a dieci centimetri dalla faccia dicendo che se non fossi stata una ragazza mi avrebbe già menato, ha minacciato di chiamare la Polizia se mi fossi presentata alla lezione successiva, per farmi sbattere fuori.

È stato anche peggio sul gruppo, hanno iniziato a mandare foto di fucili dicendo che avrebbero dovuto usare quelli, che dovevano unirsi tutti per insultarmi e cose del genere. Ora vi dico questo per sottolineare la necessità di fare qualcosa, non possiamo accettare che capitino situazioni del genere al limite della violenza fisica, dobbiamo iniziare a stimolare un po’ di risposta a queste scene distopiche, perché la parte veramente disgustosa è stata che il giorno prima che eravamo in 10 nessuno ha osato fiatare.”

Questa la storia sconvolgente di una studentessa dell’Università di Bologna, raccontata ieri sul canale Telegram degli studenti. La scena ricorda davvero quelle dei più angoscianti film distopici, ma purtroppo anche quelle accadute in Europa 80 anni fa: l’odio, il disprezzo, l’aggressione; sputi, minacce, insulti pesanti. Un’azione da branco: branco legittimato dal potere totalitario, che si nasconde dietro un “rispetto delle regole” che somiglia tanto al famoso “obbedivo agli ordini”. Abbiamo le Camicie Brune nelle nostre Università?

D’altronde non c’è da stupirsi di quanto accade, se il Generalissimo va in TV e dichiara alla nazione “i non vaccinati fanno morire gli altri“. E’ praticamente un via libera per la caccia al nopass e una garanzia di immunità a chi lo elimina, se non fisicamente almeno dal consesso sociale. Legalmente subumani, insomma, un film già visto.

Solo un caso isolato? Ce lo auguriamo di tutto cuore, ma temiamo che non sarà così. Un forte indizio arriva dalle grandi aziende, che spesso sanno fiutare l’aria che tira prima di tutti: molte di esse stanno organizzando servizi di vigilanza armata a partire dal 15 ottobre, per la verifica dei green pass ai lavoratori. Paura che qualche nopass dia in escandescenze e pretenda di entrare in ufficio? Pare di no, come afferma la CGIL:

qualcuno preferisce avere delle guardie come deterrente, anche per evitare tensioni tra i propri dipendenti

Insomma, il succo è che i vigilantes serviranno a proteggere i nopass dalle escandescenze dei colleghi pronti ad accusarli o ad aggredirli, così come accaduto all’Università. La violenta divisione del Paese in due fazioni ha funzionato così bene che ora servono guardie armate per tenerle separate ed evitare che vengano alle mani. I nopass dovranno allora assumere delle guardie del corpo per proteggersi da amici e colleghi? O forse finiranno a nascondersi in un solaio?

DEBORA BILLI

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