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Notizie6 Settembre 2022

Gli italiani all’estero non possono votare le liste del dissenso: ecco perché

Lilli GoriupDi Lilli Goriup·44 contenuti pubblicati
Lilli Goriup analizza la situazione degli italiani all'estero riguardo al voto, evidenziando l'esclusione delle liste del dissenso. Si discute anche delle difficoltà nella raccolta firme necessarie per la partecipazione elettorale.
Punti chiave
  • Gli italiani all'estero ricevono schede senza liste del dissenso.
  • Le forze anti-sistema sono escluse dalla competizione elettorale.
  • Marco Rizzo spiega le difficoltà nella raccolta firme nei Consolati.
  • Si consiglia di annullare la scheda per protesta, evitando schede bianche.
  • Partiti come Pd e M5s non devono raccogliere firme per partecipare.
L'articolo

In queste ore gli italiani iscritti nella circoscrizione Estero stanno ricevendo le schede elettorali, utili a esercitare il diritto di voto per corrispondenza. E stanno scoprendo con sgomento che non potranno barrare alcuna lista del dissenso. Molti cittadini residenti fuori dalla madrepatria, infatti, stanno facendo circolare sui social video e foto delle loro schede elettorali: non vi compaiono i simboli di Italia sovrana e popolare, Italexit, Vita o Alternativa per l’Italia-No Green pass.

Quanto denunciato sui social si può verificare sul sito del Ministero dell’Interno: basta cliccare su “Camera Estero” o su “Senato Estero” e visualizzare l’elenco dei soggetti politici contemplati. Le forze cosiddette anti-sistema non ci sono, risultando così automaticamente escluse dalla competizione per 12 scranni parlamentari: nella circoscrizione Estero si vota per eleggere 8 membri della Camera dei Deputati e 4 membri del Senato della Repubblica.

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Abbiamo chiesto a Marco Rizzo (Italia sovrana e popolare) di spiegare che cosa è successo:

“La raccolta firme, necessaria per permettere ai partiti del dissenso di presentarsi alle elezioni politiche, prevedeva che gli italiani residenti all’estero andassero a sottoscrivere nei Consolati. In alcuni Paesi il Consolato più vicino può distare anche 600 chilometri dal luogo in cui si trova il cittadino. Il termine inoltre non era il 21 agosto, come in Italia, ma risultava di fatto anticipato a fine luglio. Raccogliere le firme e dunque presentarsi nella circoscrizione Estero non è stato pertanto possibile. Agli italiani residenti all’estero consiglio di votare annullando la scheda, ma spedendola comunque. Non speditela bianca, perché ve la votano loro”.

Le schede nulle sono quelle considerate non valide, ad esempio perché rese riconoscibili da un segno apposto dall’elettore, dall’uso di un particolare colore di inchiostro o, ancora, dalla proverbiale fetta di prosciutto. Sulle schede bianche non c’è invece alcun segno. Gli italiani all’estero che, pur volendolo, non possono votare le liste di opposizione, possono comunque annullare la scheda in segno di protesta, ma senza lasciarla in bianco: ciò per prevenire il rischio di eventuali brogli, nel ragionamento di Rizzo.

In vista di questa tornata elettorale non hanno dovuto raccogliere le firme partiti come Pd, M5s, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Liberi e Uguali, +Europa, Coraggio Italia o Noi con l’Italia. In precedenza erano sollevati dall’obbligo soltanto i soggetti politici “costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi” (Dpr  361/1957).

A giugno, con la legge di conversione del cosiddetto decreto elezioni (Dl 84/2022), l’esenzione è stata estesa anche a quei “partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021 o che abbiano presentato candidature con proprio contrassegno alle ultime elezioni della Camera dei deputati o alle ultime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia in almeno due terzi delle circoscrizioni e abbiano ottenuto almeno un seggio assegnato in ragione proporzionale o abbiano concorso alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione avendo conseguito, sul piano nazionale, un numero di voti validi superiore all’1% del totale”. In questo modo l’onere della raccolta firme è rimasto a gravare, di fatto, soltanto sulle liste di opposizione.

LILLI GORIUP

Lilli Goriup
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Lilli Goriup
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