Milano odia, la polizia non può sparare. Era il titolo di uno di quei film di genere “poliziottesco” che tanto andavano per la maggiore nei turbolenti anni ’70. Altro titolo era “Milano calibro 9”. Si rappresentava una metropoli nella quale le Forze dell’Ordine avevano perso il controllo.

Ed ecco che anche nel 2022 siamo ancora ad una Milano insicura. Nella giornata di ieri un predatore seriale ha molestato sei donne mentre una top model è stata aggredita da un rapinatore. La modella, una ragazza senegalese che aveva lavorato per Prada e MaxMara, è stata aggredita in pieno centro: via Tadino, Porta Venezia, da due nordafricani che miravano al suo cellulare.

Il maniaco seriale, senegalese anche lui, ha palpeggiato sei donne nelle parti intime anche mentre fuggiva da un giovane che lo aveva individuato. Ma in questi giorni ci sono diversi altri casi: un rapinatore che picchia due poliziotti dopo aver derubato una turista, poi abbiamo ovviamente la Stazione Centrale, sempre più degradata e sempre più teatro di furti, e addirittura i casi di rapinatrici giovanissime sulla Lorenteggio.

Le Forze dell’Ordine ogni tanto ci mettono una pezza, ma la sensazione è che abbiano perso il controllo della situazione. D’altronde questa è la linea del Ministro dell’Interno Lamorgese: “controllate il green pass, per gli altri reati pazienza”. Sotto Natale, in una settimana, a Milano sono stati effettuati 70mila controlli del green pass e comminate 152 multe.

Anche questo fa parte del paradosso di quest’epoca folle: lasciare che Milano diventi una giungla d’asfalto, ma guai a lasciarsi sfuggire il controllo del pass: anche da questo diventa evidente che lo Stato non è più il protettore, ma il nemico del cittadino onesto.

ANDREA SARTORI

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