Un manipolo di giornalisti organici al potere profondo ha messo nel mirino Mons. Carlo Maria Viganò, colpevole di avere il coraggio di denunciare senza ambiguità la pericolosa torsione totalitaria in atto. L'ossessione che alcuni uomini malvagi sviluppano contro chi difende una fede autentica denota la dimensione spirituale della battaglia in corso? Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Aldo Maria Valli, Simona Mangiante e Fabio Dragoni
_____________
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT65 C 0306 9163 55100 00000 9028
INTESTATO A: VISIONE TV
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

Recentemente, Mons. Carlo Maria Viganò è diventato oggetto di un attacco coordinato da parte di diversi giornalisti, accusato di promuovere teorie considerate complottiste. Questo fenomeno di discredito nei confronti di chi esprime posizioni critiche rispetto alla narrativa dominante non è nuovo, ma ha assunto toni particolarmente accesi in questo periodo di crisi sanitaria e sociale. Viganò, noto per le sue posizioni controverse e per la sua denuncia di una presunta deriva totalitaria, ha suscitato l'ira di un certo tipo di informazione, che si è mobilitata per silenziarlo.
Il dibattito si è intensificato attorno alla figura di Viganò, il quale ha messo in evidenza le problematiche legate all'emergenza sanitaria, sostenendo che la risposta globale alla pandemia ha comportato una serie di limitazioni alle libertà individuali. Secondo Viganò, l'adozione di misure come il green pass rappresenta una trasformazione della società in un modello di controllo sociale simile a quello di regimi autoritari. Questa visione ha portato a una reazione violenta da parte di alcuni media, che hanno cercato di delegittimarlo e di ridurre le sue affermazioni a mere fantasie.
Il clima di attacco nei confronti di Viganò può essere interpretato come un sintomo della crescente intolleranza verso voci dissenzienti. La sua denuncia di una "psico-pandemia" e di un sistema che impone regole in continua evoluzione ha colpito nel segno, rivelando una frustrazione condivisa da molti cittadini che si sentono sempre più privati dei propri diritti. Viganò ha sottolineato che la democrazia liberale, una volta caratterizzata dalla libertà di espressione, sta cedendo il passo a un regime in cui è vietato tutto ciò che non è esplicitamente consentito.
La reazione della stampa, definita da alcuni come "mainstream", appare quindi come un tentativo di mantenere il controllo narrativo su una situazione in rapida evoluzione. I giornalisti che si sono scagliati contro Viganò, secondo alcuni commentatori, mostrano segni di paura e insicurezza, temendo che la verità possa emergere e minacciare la loro autorità. In questo contesto, la figura di Viganò si erge come simbolo di una battaglia più ampia per la libertà di pensiero e per la difesa dei valori fondamentali, che molti ritengono siano sotto attacco.
In conclusione, l'attacco a Mons. Viganò rappresenta non solo un episodio isolato, ma un riflesso di una tensione più ampia nella società contemporanea, dove le voci critiche vengono spesso silenziate attraverso la diffamazione. La sua resistenza e la sua continua denuncia di quello che considera un regime oppressivo possono essere viste come un invito a riflettere sulle libertà individuali e sul diritto di esprimere opinioni contrarie alla narrativa dominante, in un momento in cui il dibattito pubblico è più che mai necessario.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

