Giovanni Frajese è uno dei pochi medici veri che ha il coraggio della verità. Dopo avere presentato alla Camera studi in grado di dimostrare come i pluridosati finiscano con l'ammalarsi più dei non vaccinati, ora è il turno delle donne in gravidanza. "Hanno invitato le donne a sottoporsi all'inoculazione di un siero sperimentale senza uno straccio di studio a supporto"

Giovanni Frajese, medico e ricercatore, ha sollevato un acceso dibattito riguardo alla somministrazione dei vaccini anti-Covid alle donne in gravidanza, definendo tale pratica come "irresponsabile" in assenza di studi clinici adeguati. Durante una recente audizione alla Camera dei Deputati, ha presentato dati che evidenziano come le donne in gravidanza siano state trattate come "cavie" in un contesto di emergenza sanitaria, senza che vi siano state sufficienti evidenze scientifiche a supporto della sicurezza dei vaccini in questa popolazione.
Frajese ha messo in discussione l'approvazione dei vaccini da parte delle autorità sanitarie, sottolineando che le autorizzazioni sono state concesse in "conditional marketing authorization", il che implica che i dati di sicurezza e efficacia non erano completamente disponibili al momento dell'approvazione. Ha evidenziato come la medicina tradizionale abbia sempre trattato le donne in gravidanza con la massima cautela, mentre ora si assiste a un'inversione di tendenza, con la somministrazione di un vaccino che non ha superato test clinici adeguati.
Un aspetto centrale della critica di Frajese riguarda l'assenza di studi specifici sulla sicurezza dei vaccini mRNA nelle donne in gravidanza. Le agenzie regolatorie, come l'EMA, hanno dichiarato che non ci sono dati conclusivi sulla sicurezza dei vaccini in questa fascia di popolazione, eppure le linee guida consigliano la vaccinazione. Questo paradosso ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sull'affidabilità delle informazioni fornite ai medici e alle donne in gravidanza, generando un clima di sfiducia verso le istituzioni sanitarie.
Il medico ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che, mentre le case farmaceutiche si dichiarano prudenti riguardo alla somministrazione del vaccino in gravidanza, le autorità sanitarie sembrano spingere per una vaccinazione diffusa, nonostante l'assenza di dati certi. Questo comportamento è percepito come un rischio inaccettabile per la salute delle donne e dei feti, ponendo sotto accusa non solo le scelte mediche, ma anche l'intero sistema di approvazione dei farmaci.
La posizione di Frajese si inserisce in un contesto più ampio di crescente scetticismo nei confronti delle politiche vaccinali e delle strategie di comunicazione delle autorità sanitarie. Con la diffusione di informazioni contrastanti e l'assenza di consenso scientifico, la questione della vaccinazione in gravidanza continua a essere un tema di dibattito acceso, sollevando interrogativi non solo sulla sicurezza dei vaccini, ma anche sulla fiducia nei confronti del sistema sanitario.
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