ISCRIVITI AL CANALE https://bit.ly/2AObWBB SOSTIENICI: https://bit.ly/3doXoW0 Fulvio Scaglione, già vicedirettore di Famiglia Cristiana, spiega cosa accade nella Bielorussia di Lukashenko ora scossa dalle proteste di piazza. "In Bielorussia non è in corso una rivoluzione colorata..."

La situazione politica in Bielorussia continua a essere oggetto di analisi e dibattito, soprattutto alla luce delle recenti proteste che hanno scosso il paese. Fulvio Scaglione, già vicedirettore di Famiglia Cristiana, ha commentato che l'attuale crisi non può essere interpretata come una semplice "rivoluzione colorata", evidenziando che le manifestazioni di piazza sono il risultato di una serie di fattori interni piuttosto che di una regia esterna. Lukashenko, definito da molti come l'ultimo dittatore d'Europa, ha mostrato segnali di debolezza, eliminando sistematicamente i suoi potenziali rivali, il che ha contribuito ad alimentare il malcontento popolare.
Scaglione sottolinea come la figura di Lukashenko sia più complessa di quanto appaia. Nei suoi primi anni di governo, il presidente bielorusso è riuscito a mantenere un certo livello di stabilità economica, evitando i disastri delle privatizzazioni che hanno colpito altri paesi post-sovietici. Tuttavia, oggi il suo regime si trova in una fase di stagnazione e sclerosi, con un consenso popolare che sembra affievolirsi. Le recenti elezioni, giudicate non credibili, hanno ulteriormente indebolito la sua posizione, esponendolo a pressioni interne ed esterne.
Un altro aspetto rilevante è il rapporto di Lukashenko con la Russia. Nonostante le tensioni recenti, il presidente bielorusso è riuscito a ottenere il sostegno di Mosca, ricevendo nuovi prestiti e consolidando la sua posizione. La dipendenza della Bielorussia dalla Russia, in particolare per quanto riguarda le forniture energetiche, rende difficile un allontanamento radicale da Mosca. Scaglione evidenzia come il legame tra i due paesi sia profondo e come la Bielorussia, pur essendo in crisi, non possa permettersi di adottare una posizione anti-russa.
Le manifestazioni in Bielorussia, pur essendo un segnale di malcontento, non sembrano destinate a sfociare in una guerra civile simile a quella ucraina. La mancanza di una forte identità nazionale bielorussa e il fatto che i bielorussi non nutrano un risentimento anti-russo, a differenza di quanto avviene in Ucraina o Polonia, pongono il paese in una situazione unica. Scaglione conclude che, nonostante le pressioni esterne e le aspirazioni di cambiamento, Lukashenko ha buone probabilità di rimanere al potere, grazie a un contesto interno ed esterno che, al momento, non favorisce un cambiamento radicale.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

