Possibile che si finisca sempre per evocare il ruolo occulto della massoneria, dietro le quinte del potere? Lo fanno – magari a sproposito – tanti cacciatori di complotti, veri o presunti. E lo fa un addetto ai lavori come Gioele Magaldi, che scrisse una celebre lettera aperta al “fratello” Berlusconi. Per poi dichiarare (con il libro “Massoni”, edito da Chiarelettere nel 2014) l’esistenza di un mondo parallelo: quello delle invisibili Ur-Lodges sovranazionali. Presentate come onnipresenti e detentrici del supremo potere mondiale, attraverso illustri esecutori. In Italia, personaggi come Monti, Draghi e Napolitano.

Oggi, Magaldi torna a parlare: «Volete proprio che vi faccia i nomi dei massoni presenti in Fratelli d’Italia e nella Lega? Potrei rivelarli, se è vero che il partito della Meloni avrebbe minacciato di ritirare l’appoggio a Emanuele Montomoli, candidato sindaco a Siena, solo perché ha ammesso la sua appartenenza libero-muratoria». A irritare Magaldi è l’ipocrisia: «I 5 Stelle facevano proclami contro la massoneria, mentre il “governo gialloverde” era pieno zeppo di grembiulini. E Di Maio supplicava di essere accolto in qualche superloggia».

GANDHI, GIORGIA MELONI E LA MASSONERIA DI IERI

Massonofobici di giorno, e poi presenti in loggia la sera? E comunque, essere massoni è per caso diventato un reato? Se l’è appena domandato il “Nuovo Giornale Nazionale”, ricordando che in India, al Memoriale di Gandhi, una reverente Giorgia Meloni ha citato le parole del Mahatma rivolte a Mazzini: «Vi sono al mondo pochi esempi di un uomo che, solo, abbia compiuto la resurrezio­ne del proprio paese con la forza del pensiero e la dedizione estrema durata tutta la vita». Perché omaggiare quei due grandi personaggi, si domanda il newsmagazine, «vista la loro contiguità muratoria»? Già che c’è, la Meloni potrebbe anche cambiare l’inno nazionale, «scritto dal massone Goffredo Mameli». E che dire della Costituzione “più bella del mondo”, prodotta da un’Assemblea presieduta dal massone Meuccio Ruini?

L’obiezione è piuttosto automatica: i massoni si lamentano del fatto di essere ingiustamente demonizzati, ma sono i primi a mantenere nell’ombra (quasi sempre) la loro identità. Se si dichiarassero, a viso aperto, probabilmente tante illazioni cadrebbero. Loro, generalmente, contro-replicano: perché pretendere che siano pubblici solo gli elenchi dei massoni, e non anche quelli degli iscritti ai partiti e ai sindacati, insieme agli esponenti di tanti influenti categorie, inclusi certi ordini religiosi? Morale: non se ne viene mai a capo. E così si continua a parlare di massoneria quasi con imbarazzo, tutte le volte che la cronaca ne offre lo spunto.

IL GRANDE ORIENTE RIABILITATO A LONDRA

In un paese ancora segnato dallo scandalo P2, i grembiulini finiscono sui giornali soprattutto quando emergono infiltrazioni mafiose nelle logge meridionali. Stavolta invece se ne parla in modo diverso, visto che l’8 marzo il Grande Oriente d’Italia (che conta 25.000 iscritti) sarà “riabilitato”, dopo trent’anni, dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, modestamente autoproclamatasi Madre del Mondo. «E’ una sorta di Vaticano della massoneria», scrive “Affari Italiani”, alla vigilia della riconciliazione tra grembiulini italiani e britannici. «Il compito della massoneria “regolare”, di sostegno alla potenza inglese, lo si comprende con il fatto che il suo capo è tradizionalmente il Re d’Inghilterra». Regnante Elisabetta, lo scettro era passato al cugino, il Duca di Kent, numero due dell’aristocrazia britannica.

Il vero motivo del disconoscimento – ricorda sempre “Affari Italiani” – era stata la denuncia, da parte dell’allora gran maestro del Goi, Giuliano Di Bernardo, delle contiguità tra mafia e massoneria, nel Sud, emerse dalle indagini di Agostino Cordova. «Di Bernardo andò via dal Goi sbattendo la porta e fondando una sua nuova obbedienza massonica, la Gran Loggia Regolare d’Italia, che poco dopo ottenne il riconoscimento da parte della Gran Loggia Unita d’Inghilterra». Un attestato fondamentale, «perché consente ad una obbedienza massonica di essere in collegamento con le logge più potenti al mondo e soprattutto con quelle “regolari” americane che, dalla loro sede di Washington, secondo i bene informati, influenzano l’economia e la politica internazionale su tutto il pianeta».

MAFIA E MASSONERIA, RETROSCENA IMPENSABILI

Anche di quel frangente che risale a trent’anni fa, il guastafeste Magaldi fornisce una spiegazione dietrologica: «Usando come pretesto l’inchiesta di Cordova, proprio gli inglesi incaricarono Di Bernardo di colpire e auto-affondare il Goi, per indebolire la massoneria italiana: da loro sempre mal sopportata, visto che il Grande Oriente era nato nell’800 sotto l’impulso del rinnovamento sociale europeo promosso dalla Francia del “fratello” Napoleone». Ombre britanniche da sempre protese sull’Italia? Lo confermano i libri di Fasanella e Cereghino, “Il golpe inglese” e “Colonia Italia”. Troppo importante, la Penisola, per essere lasciata libera di esprimere una sua politica mediterranea: specie in vista dell’apertura del Canale di Suez.

Inglesi e francesi – gli impresari di Suez – si disputarono il Belpaese anche infiltrando i suoi livelli di potere più riservati, cioè massonici? Curiosa, comunque, la ridondanza di certi numeri. I massoni inglesi riabilitano i “fratelli” italiani dopo tre decenni esatti. E Matteo Messina Denaro è stato arrestato proprio dopo trent’anni di dorata latitanza. «Strano che stavolta gli inglesi non abbiano più accampato l’argomento della mafia, nonostante risulti che il boss abbia goduto di protezioni massoniche locali», dice ancora Magaldi. Di più: «Messina Denaro, massone lui stesso, era addirittura affiliato a una superloggia sovranazionale: quella che lo ha protetto così a lungo, per poi “sacrificarlo” giusto oggi. Come a voler chiudere, anche simbolicamente, un’oscura stagione?».

ERANO MASSONI ANCHE I CAPI DEL FASCISMO”

La stessa mafia – sostiene Magaldi – non è mai stata altro che il terminale, il braccio operativo (per gli affari sporchi) di determinate filiere super-massoniche deteriori: quelle che avrebbero architettato tutte le grandi sciagure degli ultimi decenni, dall’austerity neoliberista alle folli restrizioni introdotte con la scusa dell’emergenza “pandemica”. Come accogliere le clamorose affermazioni di Magaldi sul ruolo della massoneria internazionale quale tribuna suprema del massimo potere? Interpellati, alcuni storici e giornalisti le hanno respinte al mittente: impossibile catalogarle, visto che non siamo in presenza di prove documentali. In calce al libro “Massoni”, l’autore aveva precisato: «Sono in grado di provare tutto quello che dico, dispongo di 6.000 pagine di documenti. Se qualcuno mi contestasse un argomento, esibirei prontamente le relative carte». Nessuno però ha mai fiatato. E così, le citate carte sono rimaste nel cassetto.

Sicché, anche oggi, Magaldi può continuare a esternare liberamente in veste di “insider” che si presume bene informato, dal quale però è inutile pretendere che si metta ad esibire prove ordinarie. Semmai, chi lo ascolta può sempre verificare l’eventuale coerenza delle suggestioni offerte. A partire dal tema dell’appartenenza massonica, non dichiarata dai più: magari anche da quelli che poi si mettono a denigrare pubblicamente l’entità alla quale segretamente appartengono. L’ipocrisia, dice Magaldi, è un antico vizio italico. «Lo stesso fascismo, che ufficialmente mise al bando la libera muratoria, era di fatto una specie di loggia: era massone il ministro del lavoro Alberto Beneduce, erano massoni sia i “quadrumviri” della Marcia su Roma che i membri del Gran Consiglio. Quanto a Mussolini, restò collegato fino alla fine – tramite l’intelligence – proprio alla massoneria britannica».

MAGALDI: IL POTERE OCCULTO DELLE UR-LODGES

Di sicuro interesse almeno giornalistico, il libro “Massoni” (silenziato dai grandi media) offre una visione piuttosto sconcertante del quadro mondiale: l’intero potere terrestre sarebbe nelle mani di una trentina di organizzazioni sostanzialmente segrete e incontrollabili. La tesi: dopo decenni trainati da gruppi di ispirazione liberal-progressista, da cui in Occidente lo sviluppo del welfare e del benessere diffuso, a partire dagli anni ’80 si sarebbe affermato un cartello neo-aristocratico (semplificando molto: la filiera Rothschild-Rockefeller). Una galassia di superlogge con insospettabili addentellati in tutto il pianeta: dagli Usa all’Europa, al Medio Oriente alla Cina post-maoista. Missione: instaurare una sorta di governance globalista post-democratica, pronta a fare strame dei diritti democratici. Le libertà moderne? Nate dalla storica lotta della libera muratoria settecentesca contro i due grandi nemici storici, l’assolutismo monarchico e l’oscurantismo vaticano.

Una rappresentazione che può aiutare a comprendere meglio la natura di alcuni eventi. Ma probabilmente non basta, a chi volesse fare piena luce sulla reale cifra di quell’eterno convitato di pietra: la massoneria. Peggio: l’idea che tutto sia governato da misteriose entità sovrastanti non rischia forse di scoraggiare chiunque ancora provi ad agire dal basso, nella speranza che la politica possa sempre cambiare le cose? Non è detto: quel potere, infatti, non sarebbe così preoccupato di manipolare in modo asfissiante l’opinione pubblica, se non temesse il risveglio del popolo. Quanto al vero ruolo dei massoni, palesi o nascosti, punto interrogativo: nessuno ha ancora voluto spiegare, per filo e per segno, in cosa consista la loro ineffabile specificità. Così preziosa, a quanto pare, per chi governa il mondo restando regolarmente dietro le quinte. Cioè nell’ombra: da dove è più comodo fabbricare mitologie, crisi, paure, guerre. E qualche volta, magari, anche orizzonti di pace e di giustizia.

GIORGIO CATTANEO

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