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Notizie11 Luglio 2022

Francoforte, monumento all’euro in vendita perché nessuno (BCE compresa) vuol pagare la manutenzione

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la vendita del monumento all'euro a Francoforte, evidenziando i costi di manutenzione insostenibili. Si discute anche dell'assenza della BCE nel trovare un finanziatore per il monumento simbolo dell'Europa unita.
Punti chiave
  • Il monumento all'euro è in vendita per costi di manutenzione troppo elevati.
  • Le spese di illuminazione notturna ammontano a 12.000 euro all'anno.
  • La BCE non ha partecipato alla ricerca di finanziatori.
  • L'asta del monumento si svolgerà in ottobre.
  • Il monumento rappresenta l'identità degli Stati UE in un momento critico.
L'articolo

Può darsi che Draghi voglia metterselo in giardino. E’ in vendita a Francoforte il ciclopico monumento all’euro innalzato nel dicembre 2001 davanti alla sede della BCE, la Banca Centrale Europea. Vuole dare corpo e forma ai concetti dell’Europa unita e della moneta unica che di lì a pochissimo sarebbe entrata in circolazione.

La manutenzione della grande statua ormai costa troppo. Negli ultimi due anni il vandalismo ha picchiato duro e le sole spese per l’illuminazione notturna ammontano a 12.000 euro all’anno. Le disponibilità finanziarie del Frankfurter Kultur Komitee (Comitato Culturale di Francoforte), l’associazione che è proprietaria del monumento, sono ormai prosciugate.

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La BCE non si è nemmeno presentata alla tavola rotonda organizzata in aprile dal Komitee per trovare un finanziatore. Così il Komitee ha deciso di vendere il monumento. Sic transit gloria mundi, come dicevano gli antichi. L’asta si svolgerà in ottobre. Visto il precedente della tavola rotonda, chissà se si presenterà qualcuno.

Alto 14 metri e pesante 50 tonnellate, il monumento all’euro fu pomposamente illuminato per la prima volta alla mezzanotte del Capodanno 2002, cioè nel momento esatto dell’addio alle monete nazionali. Si trovava allora davanti alla sede della BCE, che ha successivamente traslocato senza sentire la necessità di portarselo dietro.

L’autore dell’eurone che ora viene promesso al miglior offerente è il tedesco Ottmar Hörl. Per l’occasione ha usato l’armamentario iconografico che tipicamente caratterizza l’Unione Europea.

Il simbolo dell’euro è infatti blu come lo sfondo della bandiera UE; tutt’attorno ha le stelle d’oro che compaiono anche nel vessillo.

Tuttavia nella bandiera UE le stelle sono disposte in cerchio mentre attorno all’euro sono in ordine sparso: somigliano a quelle che compaiono nei fumetti attorno alla testa di un personaggio caduto dalle scale. Nelle intenzioni, questo invece rappresenterebbe l’individualità degli Stati UE e l’assenza, fra loro, di una gerarchia.

I simboli giustappunto simboleggiano, ed il destino ha voluto che il monumento all’euro finisca all’asta in un momento in cui la BCE è alle prese con un’inflazione galoppante e l’UE, appiattendosi sull’atlantismo, sta di fatto perdendo la propria identità.

Chissà se ci sarà un Draghi sufficientemente euro entusiasta per comprarsi l’eurone di Francoforte. Altrimenti finirà che lo ritroveremo su eBay.

GIULIA BURGAZZI

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