A Vladivostock, in Russia, è in corso il  settimo Forum economico orientale-Eef (Eastern economic forum). Il tema della presente edizione è “Verso un mondo multipolare”.

Al centro dei lavori, con la partecipazione di rappresentanti di oltre 60 Paesi, ci sono le opportunità di sviluppo per le 11 regioni che compongono l’Oriente russo. In apertura del Forum il vice primo ministro Yury Trutnev ha detto: ”l’Estremo Oriente è in via di sviluppo. Oltre 2.700 progetti di investimento sono stati implementati nel suo territorio; inoltre sono stati creati 120.000 posti di lavoro”.

Oggi – 7 settembre 2022 – è intervenuto in particolare il presidente della Federazione russa Vladimir Putin: il suo discorso è durato 37 minuti, più a lungo che nelle precedenti edizioni del Forum, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. Putin ha sottolineato l’importanza  della sovranità della Russia e il suo diritto a difendere i propri interessi nazionali. “Per quanto l’Occidente ci provi, è impossibile isolare la Russia a livello globale”, ha detto Putin. Secondo il capo dello Stato, Mosca “può usare i propri vantaggi competitivi naturali e aumentare il proprio potenziale nei trasporti”. Putin ha aggiunto: “Basta guardare la mappa”.

Il ruolo dell’Asia-Pacifico, poi, è aumentato in modo significativo: “l’uso dei punti di forza degli stati dell’Asia-Pacifico e la loro collaborazione creativa apriranno nuove, colossali opportunità davanti ai nostri popoli”, ha affermato il presidente. Rublo e yuan saranno le valute usate per i pagamenti del gas. E proprio sulle valute Putin ha lanciato una stoccata contro sterlina, dollaro ed euro: “Davanti ai nostri occhi la fiducia nel dollaro, nell’euro e nella sterlina come valute per i pagamenti, immagazzinando riserve, le attività nominative sono andate perdute. Ci stiamo gradualmente allontanando dall’uso di valute così compromesse e inaffidabili (…). Anche gli alleati statunitensi stanno gradualmente riducendo le loro riserve in dollari. Si può vedere anche dalle statistiche. Sia il volume degli insediamenti in dollari che i risparmi stanno gradualmente diminuendo”.

“L’alto livello di sviluppo industriale dell’Europa, il suo tenore di vita e la sua stabilità socio-economica sono stati gettati nella brace delle sanzioni e sprecati su ordine di Washington per il bene della famigerata unità euro-atlantica”, ha poi dichiarato Putin. E ancora: “La Russia sta affrontando l’aggressione economica, finanziaria e tecnologica dell’Occidente, parlo di aggressione, non c’è altra parola per definirla (…). La valuta e il mercato finanziario russo si sono stabilizzati, l’inflazione è in calo e il tasso di disoccupazione è ai minimi storici”.

Si è parlato anche delle sanzioni imposte dai Paesi occidentali alla Russia, che dal punto di vista di Putin costituiscono “una minaccia al mondo intero (…). La pandemia è stata rimpiazzata da nuove sfide globali che pongono una sfida al mondo intero. Mi riferisco alla frenesia delle sanzioni occidentali, agli aggressivi tentativi  di imporre un modello di comportamento ad altri Paesi, privandoli di sovranità e soggiogandoli al suo volere”. Putin ha inoltre affermato che “le sanzioni ufficiali sui nostri fertilizzanti, come sul cibo, sono state revocate, anche se in realtà esistono restrizioni (…). Ci auguriamo che il lavoro per revocare le restanti restrizioni continui”. Il presidente ha fatto poi un riferimento ai “Paesi più poveri che stanno perdendo l’accesso al cibo essenziale, perché i loro acquisti da parte dei Paesi sviluppati provocano un forte aumento dei prezzi (…). Se nel 2019, secondo le Nazioni Unite, 135 milioni di persone nel mondo stavano vivendo una grave carenza di cibo, ora il loro numero è aumentato di 2,5 volte, a 345 milioni di persone. È semplicemente terribile”.

Sono in programma per oggi anche gli interventi del comandante in capo delle Forze armate del Myanmar, del primo ministro dell’Armenia, del primo ministro della Mongolia e del presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del Popolo cinese. Più in generale è grande l’interesse dimostrato dalla Cina: Li Zhanshu, presidente del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, ha annunciato che dopo la partecipazione all’Eef effettuerà visite ufficiali in Russia, Mongolia, Nepal e Corea del Sud. Durante i lavori sarà dedicato ampio spazio all’ambiente. Non verrà trascurato il tema degli investimenti, specie a lungo termine, per la realizzazione di strutture di stoccaggio e logistica.

Inaugurato lunedì 5 settembre, il Forum si chiuderà giovedì 8. Sul sito dedicato all’evento sono riportate tutte le informazioni ed i programmi con varie sottosezioni riguardanti partecipanti e partner. La kermesse di Vladivostok è ad ogni modo solo uno dei tanti incontri internazionali previsti in Russia nei prossimi giorni. Dal 27 al 30 settembre si terrà la Settimana russa della sicurezza sul lavoro, un appuntamento internazionale al quale hanno già aderito numerose aziende importanti tra le quali Gazprom.

Eastern economic forum da un lato e dall’altro World economic forum, Davos e Vladivostock: sembra davvero la fine di un mondo unipolare.

 

ANTONIO ALBANESE

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