In data 31 agosto 2022 la FDA americana ha approvato ufficialmente l’utilizzo in via emergenziale dei nuovi vaccini di tipo bivalente di Moderna e Pfizer-BioNTech contro il Covid19 . Il nuovo tipo di vaccino garantirà, secondo le autorità americane, una copertura contro la variante originale di Wuhan e quella invece più recente, la Omicron nei due sotto tipi BA4 e BA5.

L’aggiornamento del prodotto é stato ottenuto attraverso l’inserimento di due RNA messaggeri, che quindi andranno ad istruire separatamente il sistema immunitario per la generazione di due diversi tipi di anticorpi.

Per il momento l’autorizzazione  della FDA é valida come unico booster da somministrare dopo almeno tre mesi dall’ultima dose effettuata, con l’unica differenza che la scelta del brand dipenderà dall’età del vaccinando: sopra i 18 anni nel caso di Moderna, e per i maggiori di 12 nel caso di Pfizer-BioNTech: la distinzione per fascia d’età riporta la memoria all’inizio della campagna vaccinale, quando i vari brand si contendevano i pazienti.

L’approvazione di un ennesimo richiamo o booster, come nel caso in questione, sembra voler far percepire all’opinione pubblica che il pericolo di contrarre il Covid e di morirne é qualcosa che deve assolutamente permanere a livello sociale, e proprio per questo motivo possiamo prevedere che gli aggiornamenti non si fermeranno alla variante Omicron, ma diverranno il leit motiv di una perpetua campagna vaccinale.

Inoltre, é verosimile che tutti coloro che non aderiranno alle inoculazioni raccomandate saranno de facto sempre considerati scoperti, e di conseguenza facilmente bollati come “no-vax”, quindi passibili di future restrizioni. Il diktat vaccinale impone ai soggetti di essere sempre up to date, proprio come i computer, ovvero aggiornati all’ultima versione del software rilasciato, pena malfunzionamenti.

Altra questione lasciata irrisolta é l’approvazione in via emergenziale di farmaci che sfruttano una tecnologia medica, quella ad mrna, i cui studi sulla cancerogenicità, genotossicità e mutagenicità non sono mai stati resi noti alla comunità scientifica e non solo: lo riferisce a Visione Tv l’avvocato Renate Holzeisen, la quale sospetta addirittura che in realtà non siano mai stati condotti.

L’allarmante assenza di tali studi può far sospettare lo sviluppo di effetti indesiderati non soltanto a breve ma anche a lungo termine, come ad esempio tumori, aggravamento o emergere di patologia autoimmuni, nonché alterazioni genetiche, molto probabilmente persino trasmissibili da genitore a figlio.

Non certo ultima questione in ordine di importanza é l’ormai riconosciuta esistenza di farmaci che, anche secondo quanto riportato dalla rivista Lancet, riducono in maniera massiva la possibilità dell’aggravarsi della malattia se assunti ai primi sintomi. Parliamo degli anti-infiammatori che, pur essendo consigliati ed utilizzati nelle cure domiciliari, al contempo sono stati demonizzati dai medici mainstream, rimasti fedeli al protocollo di Tachipirina e vigile attesa consigliato dal ministero della Salute presieduto da Roberto Speranza.

Ed é proprio in questo contesto che si inseriscono le ultime dichiarazioni di Speranza in materia di vaccini e di elezioni.

Il ministro, che proprio non ci sta a interrompere o almeno stemperare l’allarmismo generato sul Covid, anche e soprattutto alla luce di quanto sopra evidenziato, ha affermato che in un grande Paese come l’Italia la campagna vaccinale non può fermarsi solo perché il governo é cambiato e quindi che già dal 26 settembre la popolazione potrà prenotare il booster bivalente aggiornato con Omicron.

La questione si fa anche elettorale, visto che il ministro ha utilizzato l’auspicata campagna vaccinale perpetua per punzecchiare esponenti del centrodestra come Salvini e Meloni, che a suo dire sono quelli meno chiari nei loro programmi sul tema vaccinazioni.

Rispetto poi al giorno del 25 settembre, il ministro ribadisce che i positivi debbano rimanere a casa e votare dalla propria abitazione, attraverso la possibilità del voto domiciliare che é previsto ogni qual volta le persone lo necessitino.

“Il Covid é ancora con noi, nonostante la grandiosa campagna vaccinale, (…) questo non significa che il covid non c’è più e nemmeno che é andato su Marte”, dichiara Speranza sul Sole24Ore, “(…) e anche le norme che abbiamo pensato per le scuole potranno essere cambiate in ogni momento(…)”. E ancora: “Un grande Paese – ha proseguito il ministro – non si può fermare sulla campagna vaccinale perché cambia il Governo. Dal 26 settembre qualunque cosa accada bisognerà insistere con le vaccinazioni: a metà settembre tra l’altro arriveranno nuovi vaccini aggiornati sulla variante Omicron che potranno aiutarci a proteggere soprattutto i più fragili”.

Sembra dunque che non siano affatto chiuse le porte alla quinta dose, e che le restrizioni che gli italiani hanno patito sulla propria pelle fin troppo a lungo non siano affatto scomparse, ma semplicemente riposte in naftalina fino alla prossima dichiarazione di impellente necessità.

La domanda é: riusciranno mai gli italiani ad uscirne?

MARTINA GIUNTOLI

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