Il rincaro del pane – non è mai stato così costoso come ora, certifica Eurostat – checché se ne dica non colpisce tutti indiscriminatamente. Colpisce innanzitutto i poveri, che dedicano la fetta più consistente del reddito all’acquisto dei beni di primissima necessità. Mangiare, appunto.

I ricchi invece spendono per il cibo solo una parte modesta del reddito. Poco li tange, se il prezzo della pagnotta nell’ultimo anno è cresciuto in media del 18% nell’Unione Europea, come l’ufficio statistico dell’UE ha accertato ieri, lunedì 19 settembre.

Per tutti gli altri, che ricchi non sono, quel 18% in più è un colpo duro. Eurostat lo attribuisce in  particolar modo alla guerra in Ucraina poiché sia quest’ultima sia la Russia sono fra i maggiori esportatori mondiali di grano e di altre derrate alimentari. E’ tuttavia solo una parte della verità: la più piccola.

L’altra parte della verità – quella più importante – sta nel rincaro dell’energia. E’ diventata scarsa e costosissima in seguito alle sanzioni che l’Unione Europea ha istituito contro la Russia.

Come scrive Coldiretti, ora un chilo di pane in Italia costa in media 3,1 euro, mentre un chilo di grano tenero costa 26 centesimi. Dunque il pane costa 12 volte in più del grano. In questa lievitazione non hanno un ruolo solo i ricarichi che si verificano in ciascun passaggio della catena che porta il grano a diventare pane. Ha un ruolo anche il prezzo dell’energia necessaria in ciascuno di questi passaggi.

Infatti  il prezzo del grano nell’UE non è aumentato. O meglio: alla fine dell’inverno si è effettivamente impennato. Ma in aprile-maggio è cominciata la discesa. Da giugno in poi, è tornato grossomodo ai livelli del settembre 2021.

L’altro ingrediente fondamentale del pane è l’energia, indispensabile per trasportare il grano, macinarlo, impastarlo, cuocerlo. E anche per tenere accese le luci della panetteria. Benzina e diesel, un anno fa, costavano rispettivamente meno di 1,7 e 1,5 euro al litro. Soprattutto, alla Borsa elettrica italiana e alla Borsa del gas, nell’ultimo anno i prezzi all’ingrosso sono aumentati, rispettivamente, di 4,3 e di 4,9 volte: oltre il 400%, quasi il 500%.

Le bollette sono cresciute percentualmente un po’ meno, dato che il Governo è intervenuto su una loro componente – i cosiddetti “oneri di sistema” – per contenere i rincari. Comunque sono abbondantemente triplicate. Di questo ha risentito il nostro pane quotidiano.

GIULIA BURGAZZI

 

 

 

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