Elezioni. E anche stavolta, dell’astensione non frega nulla a nessuno

E anche stavolta, dell’astensione non interessa nulla a nessuno. Anzi: persino stavolta che l’astensione ha raggiunto percentuali ragguardevoli intorno al 50%.

Si commentano e si analizzano disfatte e trionfi; le maratone televisive discutono pensosamente su come mai Tizio abbia perso il 4% e Caio guadagnato il 6%; si accusa il tale leader di aver sbagliato, o il governo di essere sulla strada giusta e quindi “premiato dagli elettori”. Come nulla fosse.

Mi sono sempre chiesta cosa provi un astenuto nel sentire questi commenti. Non tanto chi si astiene per indifferenza o tradizione personale, quanto i molti astenuti “per dare un segnale”. E’ più facile che gli alieni intercettino i segnali radio del Seti, piuttosto che media e politica si accorgano del messaggio in bottiglia dell’astenuto. Come dice Mentana che se ne intende, “i commenti sull’affluenza servono solo come tappabuchi in attesa dei dati interessanti”.

Dovranno per forza tenerne conto”, proclamava qualche astenuto da social; “democrazia delegittimata, viene giù tutta la narrazione” sostenevano altri. Ah si? Gente che non tiene conto di tredicenni caduti morti per “malore”, o che fa carta straccia della Costituzione due volte al giorno, dovrebbe spaventarsi se qualcuno non va a votare? Viene semplicemente ignorato, così come si ignora ben di peggio.

La delusione è comprensibile, per carità. Lo squallido voltafaccia del m5s, e poi il cerchiobottismo della Lega sovranista, hanno assestato un duro colpo alla fiducia degli elettori già ridotta ai minimi termini da oltre vent’anni. “Cosa voto a fare” è un sentimento diffuso e assolutamente legittimo, così come la scarsa voglia di votare partitini piccolissimi e vicini per posizioni: tutti prima o poi tradiranno, nella percezione comune. Ma resta il fatto che non votando non si fa dispetto a nessuno, non si lancia alcun messaggio, non si terremota proprio un bel nulla.

Anzi. Paradossalmente, invece di delegittimare un sistema democratico corrotto e malfunzionante, la bassa affluenza legittima la scelta di leader mai votati da nessuno. Se agli italiani non interessa eleggere i propri governanti, allora li sceglierà qualcun altro: è questo il segnale che viene recepito, forte e chiaro.

DEBORA BILLI

Debora Billi

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