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Notizie29 Settembre 2022

Elezioni del 25 settembre: è il momento dell’autocritica per tutti

Lilli GoriupDi Lilli Goriup·44 contenuti pubblicati
Antonello Cresti analizza l'esito delle elezioni del 25 settembre, evidenziando la necessità di un'autocritica radicale. Si discute anche dell'unità tra le forze anti-sistema e del fenomeno dell'astensionismo, sottolineando la complessità delle problematiche da affrontare.
Punti chiave
  • L'esito elettorale non è soddisfacente per le forze anti-sistema.
  • È necessaria un'autocritica profonda da parte dei leader.
  • L'unità tra le forze anti-sistema è una questione cruciale.
  • L'astensionismo rappresenta una sfida significativa per il movimento.
  • Occorre avviare un dibattito costruttivo sulle problematiche emerse.
L'articolo

Inutile girarci attorno: quando per due anni abbiamo popolato le piazze, immaginando una nostra pronta riscossa, non lo facevamo per una operazione – al momento – di testimonianza, ma per incidere subito.

Ecco perché l’esito del voto, pur marcando l’inizio di un percorso che oramai è iniziato e che può solo portarci a risultati migliori, non è soddisfacente.

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In questi casi la prima cosa che deve fare chi si è speso in prima persona è una autocritica tanto radicale quanto sostanziale.

Al netto di una campagna elettorale assurda, indetta nel più irrituale dei momenti, con l’unico scopo di creare danno alle formazioni non allineate, se la domanda è “abbiamo fatto degli sbagli?”, la risposta è “sì”.

Ora però se davvero vogliamo arrivare al centro del problema, dobbiamo provare prima di tutto ad individuare tutti quegli errori che non sono “di bottega”, ma che coinvolgono l’intera comunità anti-sistema, in tutte le sue variegate anime. Dico questo certamente non per una autoassoluzione, ma al contrario, per affrontare problemi che sono ben più grandi di quelli di basso cabotaggio (candidature, comunicazione, eccetera).

Proviamo dunque a guardare impietosamente a due temi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale e che – presumibilmente – segneranno la discussione delle prossime settimane.

UNITÀ. La necessità della unità tra le cosiddette forze anti-sistema gridata a gran voce dal popolo delle piazze è una istanza legittima, comprensibile, nobile. E credo che sia l’unica direzione da intraprendere in un modo o nell’altro. Però bisogna essere chiari: non è l’unità di liste la panacea di tutti i mali: se sommiamo i voti reali di Italexit, Italia Sovrana e Popolare e Vita raggiungiamo il milione di schede, una cifra decisamente scarsa. Soprattutto a fronte di un potenziale dichiarato di 15 milioni. Possiamo pure ipotizzare che con una unica lista altre persone si sarebbero sentite più motivate, ma quanto? In maniera così determinante?

Secondo me dobbiamo riflettere sui meccanismi di rappresentanza e chiederci se davvero il popolo con cui abbiamo protestato in questi due anni crede in una proposta partitica e parlamentare. Io ho l’impressione che molti non siano allo stato attuale interessati, uniti o meno. Quindi deve essere affrontato un lavoro che porti – senza snaturare la nostra visione di essere – ad avvicinare nell’essenziale questa proposta. Altrimenti la battaglia è persa ed occorrerà rivolgersi altrove.

Questo porta al secondo punto essenziale ossia quello legato all’ASTENSIONISMO. Sin dall’inizio della campagna elettorale è stato chiaro che moltissime persone, io ritengo a torto e male indirizzate da una serie di figure presenti sul web, non si sono sentite rappresentate dalla nostra proposta ed hanno visto come più congeniale la scelta del non voto. Non ho mai offeso queste persone e neanche i loro pifferai di Hamelin, ma voglio essere chiaro: pensare che l’astensionismo attuale rappresenti il peso reale del mondo anti-sistemico è una forma di delirio. Non solo il non voto “di protesta” rappresenta una percentuale infinitesimale rispetto al totale, ma anche all’interno di questa piccola fetta ci sono molti che non hanno votato oggi e con ogni probabilità non voteranno domani. Lo sappiano coloro che oggi si illudono di rappresentare un vero e proprio “partito degli astensionisti”…

Le problematiche sono insomma vaste e ramificate.

Auspico sin da ora la più vasta discussione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati a dare un contributo di critica anche radicale, purché costruttiva.

Il cammino è iniziato, non ci tireremo indietro.

ANTONELLO CRESTI
Vicepresidente di Ancora Italia

Lilli Goriup
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Lilli Goriup
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