Il 2027 si avvicina, le elezioni politiche (salvo scossoni al momento non all’orizzonte) si terranno per la prima volta dopo 20 anni alla fine naturale di una legislatura; l’ultimo (e l’unico) governo di durata quinquennale in Italia è stato il governo Berlusconi 2001-2006.
Al netto di questa considerazione, l’immagine della politica italiana resta immobilizzata dentro dinamiche bipolari ormai tenute in piedi artificialmente, funzionali semplicemente a mantenere volutamente a galla un sistema non più in grado di dare risposte ai cambiamenti del mondo, passato ormai da unipolare a multipolare. Gli spartiacque dei conflitti russo/ucraino ed iraniano (entrambi ancora tenuti in piedi dal complesso militare/industriale NATO e USA) e del genocidio a Gaza hanno rappresentato tra il 2022 ed il 2026 gli anni decisivi nel passaggio di consegne.
Con la questione Taiwan (l’Ucraina asiatica) che resta relegata sullo sfondo. Una miccia pronta ad esplodere all’occorrenza. In questo contesto l’Italia e l’Europa tutta non solo non hanno ancora minimamente colto le grandi opportunità di cambiamento, ma si sono fatte fagocitare in un vassallaggio suicida verso Usa e Nato, ed in un silenzio complice verso il genocidio di Gaza e l’apparato criminale di Nethanyau. Zero sanzioni ad Israele ne sono la prova. Con l’unica, flebile, voce contraria della Spagna che, comunque, resta uno stato completamente asservito alle decisioni sciagurate sul riarmo e sulla creazione del nemico esterno “putiniano” esattamente come chiede il palazzo di Bruxelles. In questo contesto, Giorgia Meloni ed Ely Schlein rappresentano le migliori alleate della guerra, fanno parte dello stesso corpo come un Giano bifronte, e soprattutto continuano a rappresentare esattamente come vuole il sistema, una spazialità politica orizzontale di destra contro sinistra, in un contesto sociale, politico ed economico in cui l’unica spazialità che conta è invece verticale.
In mezzo a loro, o forse di contorno, Conte (il liquidatore fallimentare del movimento 5 stelle) a fare da stampella al PD e Vannacci a raccogliere i voti della destra delusa e a fare da voce di coscienza di un governo sempre più spostato su posizioni “di destra” sempre più annacquate e funzionali al blob istituzionale.
Pur riconoscendo le poche differenze ideologiche tra le due proposte elettorali, l’elettore medio ancora giustamente legato alle comunque nobilissime categorie di destra e sinistra, ha solo due scelte all’orizzonte: astensione o scelta del “meno peggio”.

I veri temi (spesso rappresentati da partiti minori), nel frattempo, restano sullo sfondo volutamente tacitati se non criminalizzati dal sistema neoliberale: alto contro basso, prosciugamento delle risorse economiche dei ceti medi e medio/bassi e trasferimento verso il famoso “1%” che abbiamo nominato tante volte, ma che in realtà non è altro che la finanza speculativa, le banche, i grandi gruppi multinazionali e i padroni apolidi.
Ecco, questo discorso statene certi, sarà tenuto volutamente fuori dalla prossima campagna elettorale. Vogliono continuare a dare degli occhiali da presbite a un miope, così che la situazione economica e sociale continuerà ad apparire volutamente distorta, polarizzando l’opinione pubblica su temi di natura prevalentemente emozionale/morale/sensazionale, creando mostri e fascismi vari per dare all’elettore medio italiano una visione semplicistica e “di pancia” pur di tenere fuori dai dibattiti elettorali le uniche questioni che contano: guerra, riarmo, genocidio, proletarizzazione del ceto medio, tassazione reale e occulta al 60/70%, stagnazione salariale, svendita dell’apparato pubblico ai complessi privati, moneta a debito, abbassamento del costo del lavoro attraverso l’uso strumentale dell’immigrazione di massa, importazione coatta di nuovi schiavi e conseguente esplosione della criminalità che fa esattamente il gioco acchiappa-voti sia per la destra che per la sinistra con la normale richiesta di più sicurezza che si trasformerà in un controllo sugli individui sempre più oppressivo ed invasivo funzionale all’incremento di un clima bellico.
Dentro questa nuova spazialità politica, multipolare, dove le risorse non possono e non potranno più essere sfruttate solo da una fetta largamente minoritaria della popolazione mondiale, tenere il discorso incollato su altri temi totalmente secondari se non ridicoli, è estremamente importante per una classe politica giunta al capolinea che ha solo due possibilità per sopravvivere ancora qualche tempo in più: la menzogna e la guerra.
Il problema è che ne vedremo ancora di tutti i colori, e l’impoverimento sociale, culturale, spirituale, la frammentazione della popolazione contribuiscono in modo non indifferente al mantenimento in vita artificiale del (dis)ordine sistemico che per sopravvivere cerca di dividere le persone su temi totalmente privi di sostanza, riducendo se non criminalizzando di fatto le forme spontanee di aggregazione politica consapevole.


















Bell,articolo, ma quello che prospetti, basandomi sulle persone che frequento si è gia verificato: le persone che sono più disagiate economicamente non votano da un pezzo, affermando che i partiti sono tutti uguali e non cambierà niente; se stiamo male e colpa dei migranti ; persone che percepiscono misere pensione di invalidità attribuendone la responsabilità ai falsi invalidi, solo perché non presentano segni di invalidità fisica, non sono invalidi, peccato abbiano il cervello di un bimbo di 5 anni. La sinistra in Italia è morta con Berlinguer, da Craxi in poi sono al soldo del capitale. Mi auguro che il mio sia un microcosmo e non rifletta il paese altrimenti non credo ci sia molto spazio per far ragionare le persone.
Saluti Lino