La Turchia starebbe considerando l’idea di uscire dall’alleanza atlantica. In un momento in cui i rapporti tra Russia e Occidente sono su livelli di guardia massimi, Recep Erdogan, Presidente della Turchia, vorrebbe finalizzare l’idea che era evidente già ai tempi della guerra in Siria, ovvero smarcarsi dagli oneri di Stato membro dell’Allenaza Atlantica.

Ankara, già qualche settimana fa, aveva creato una spaccatura all’interno della coalizione, dimostrandosi riluttante per l’ingresso di Finlandia e Svezia. “I Paesi scandinavi, sono la casa d’accoglienza di numerose organizzazioni terroristiche” aveva dichiarato il presidente turco, pur senza che il Paese prendesse una posizione ufficiale al riguardo, anche se forti frizioni ci sono state , soprattutto con la Svezia per il suo appoggio ai curdi siriani dell’Ypg.

La rottura con la Nato però, potrebbe costare alla Turchia, il posto nell’ Unione Europea, di cui ha ottenuto lo status di candidato già dal 2005: pur ricevendo l’appoggio di politici illustri del calibro come Jacques Chirac e Tony Blair, da allora la sua effettiva integrazione è sempre stata rimandata, ed è, oggi ancora più controversa.

Il New York Times ha palesato spesso la riluttanza di Washington verso l’alleato turco, definendolo un alleato “distruttivo”: probabilmente lo status di Paese sovrano ha sempre infastidito il governo americano, abituato a trattare con alleanze politiche più “docili” e meno propense a contrariare gli interessi degli States.

Già in passato Erdogan ha usato il suo ruolo all’interno della Nato per tentare di bloccare decisioni strategiche dell’Alleanza e per garantire gli interessi turchi a dispetto di quelli di altri alleati

Se da una parte quindi, si parla di un ipotetico, futuro e  incerto ingresso nella NATO dell’Ucraina, d’altra parte, tra le due, sembra più probabile l’uscita di un pezzo importante come la Turchia, che, sia militarmente, che strategicamente sarebbe geopolticamente molto più funzionale.

Il conflitto in Ucraina sembra somigliare sempre più al tappo tirato via dal vaso di Pandora, dal quale stanno emergendo tutte le incoerenze assurdità, insensatezze, delle gestioni geopolitiche occidentali, lasciando pericolosamente scoperto un nervo sensibile che, siamo pronti a scommettere, qualcuno saprà colpire al momento giusto: in fondo i rapporti tra UE e Turchia sono sempre stati frammentati,  tra cooperazione e tensioni, e i vantaggi reali che la Turchia trae oggi dal suo staus di membro Nato non sono poi così irrinunciabili.

E Mosca potrebbe non essere poi così lontana.

ANTONIO ALBANESE

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