Il 27 Febbraio a Roma Vox Italia lascia gli ormeggi per diventare un partito ancora più grande e inclusivo grazie anche all'ingresso organico di Mauro Scardovelli. Diego Fusaro, ideologo del partito, spiega perché è indispensabile avviare adesso un dialogo serio per contrastare insieme il pericolo rappresentato da Mario Draghi. "Il neoliberismo domina proprio nella misura in cui ci separa. Non basta rivendicare il recupero della sovranità monetaria, bisogna anche pretendere il ripristino di una sovranità militare incompatibile con l'adesione ad una visione atlantista della geopolitica"

Il 27 febbraio, a Roma, il partito Vox Italia ha annunciato la sua evoluzione verso una formazione politica più ampia e inclusiva, grazie all'ingresso di Mauro Scardovelli. In questo contesto, Diego Fusaro, ideologo del partito, ha sottolineato l'importanza di avviare un dialogo serio per affrontare il "pericolo" rappresentato da Mario Draghi. Fusaro ha messo in evidenza come il neoliberismo si manifesti attraverso la separazione tra le persone, affermando che non basta rivendicare la sovranità monetaria, ma è necessario anche rivendicare una sovranità militare che contrasti con una visione atlantista della geopolitica.
Fusaro ha criticato la posizione di Draghi, che, nel suo discorso, ha evitato riferimenti alla Costituzione italiana, giurando invece fedeltà all'Unione Europea e all'euro. Secondo Fusaro, questo approccio rappresenta un commissariamento dell'Italia, dove le scelte politiche vengono dettate da entità sovranazionali come la Banca Centrale Europea, a discapito della sovranità nazionale. Ha evidenziato come, nonostante le elezioni del 2018 abbiano dato voce a forze populiste e sovraniste, oggi ci si trovi di fronte a un governo che non solo non è stato eletto, ma che contraddice le aspettative di chi ha votato per il recupero della sovranità.
In un momento in cui la pandemia ha reso la democrazia più fragile, Fusaro ha messo in guardia contro la sospensione delle procedure democratiche e dei diritti fondamentali, sottolineando come il governo Draghi non abbia mai fatto cenno alle libertà individuali violate durante la crisi sanitaria. La sua analisi si estende anche alla geopolitica, dove il sostegno di Draghi all'asse atlantista e la sua retorica contro la Russia di Putin sono visti come parte di un piano più ampio di subordinazione dell'Europa agli interessi statunitensi.
Fusaro ha concluso evidenziando la necessità di una riorganizzazione delle forze politiche per affrontare questa sfida, definendo come interlocutori naturali figure come Pasquinelli, D'Andrea, Rizzo e Paragone. La sua visione si basa sulla convinzione che la lotta per la sovranità, sia monetaria che militare, sia essenziale per il futuro dell'Italia e della sua democrazia. In un contesto di crescente disillusione verso le istituzioni, la proposta di Fusaro appare come un tentativo di riunire le forze in una battaglia comune contro un sistema che percepisce come oppressivo e distante dalle reali esigenze della popolazione.
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