Il disgustoso ovinismo di quanti, debunker di professione o semplici servi di indole, si affrettano a dare le giustificazioni più assurde delle tante, troppe morti sospette denunciate lungo quest’estate 2021 così madida di bieco oscurantismo mediatico, trasuda la stessa malafede di quando i medesimi figuri di cui sopra ascrivevano al sedicente morbo cinese anche chi moriva di congestione in mare o di crepacuore sulle giostre.

Già, cari sveglioni, perché la notizia di un decesso merita pubblicazione in soli due casi: per via della celebrità del defunto, o per l’irritualità eziologica del decesso in sé.

Riguardo al primo caso, ovvero le decine di morti eccellenti che hanno costellato gli ultimi mesi (superfluo farne i nomi), è stato evidente il silenzio mediatico che ha soffocato l’improvvisa dipartita di personaggi pubblici che hanno cresciuto intere generazioni di Italiani dal dopoguerra ad oggi. In tempi normali la scomparsa di uno solo di quei colossi avrebbe tenuto banco sui palinsesti e sulle prime pagine per settimane; in tempi di dittatura sanitaria, invece, poche righe e vai con Dio.

Riguardo alla seconda ipotesi, ovvero le morti di gente comune che siano risultate però irrituali per età e stato fisico delle vittime, il depistaggio di regime ha dovuto fare i conti con il getto massivo e continuo di trafiletti di stampa locale che giornalisti meno schiavi e più coscienziosi si sono visti (o sentiti) in dovere di pubblicare.

“Sportivo ventenne deceduto in seguito a malore”: ebbene, digitate queste parole chiave, contatene i casi nell’unità di tempo e poi ragionateci sopra, magari con l’aiuto di un pallottoliere.

Eppure, se proverete a postare la notizia sui social, accompagnandola magari con qualche frase dubitativa, pur a lustri di distanza dall’olocausto di grandi martiri dubbiosi come Socrate e Giordano Bruno, verrete sommersi di ingiurie, vessazioni e stigmi proprio da coloro che, invidiando la vostra lucidità e pur tarlati dalle vostre stesse inquietudini, vi flagelleranno a sangue anziché ringraziarvi per la libertà di pensiero dimostrata.

Quegli stessi viscidi servi che, per salvare l’anima ai soloni della furia vaccinista, danno indiscriminatamente del tossico o del ciccione a chiunque crepi con la cresta colorata o in sovrappeso. Roba che se foste voi a farlo… altro che legge Zan!

HELMUT LEFTBUSTER

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