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Notizie4 Gennaio 2022

D’Alema attacca Draghi, e lancia allarmi sulla democrazia sospesa: cosa bolle in pentola?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
D'Alema
Arnaldo Vitangeli analizza l'attacco di D'Alema a Draghi, evidenziando le preoccupazioni sulla democrazia in Italia. Si discute anche del cambiamento nella narrazione pubblica riguardo la gestione della pandemia e le libertà costituzionali.
Punti chiave
  • D'Alema critica Draghi e la sua auto-elegge come Capo dello Stato.
  • L'attacco a Draghi è accompagnato da preoccupazioni sulla democrazia sospesa.
  • La campagna vaccinale è considerata fallita da molti italiani.
  • Un sondaggio rivela che 1 italiano su 3 è contrario al green pass.
  • D'Alema e altri cercano di ricollocarsi in un contesto politico in cambiamento.
L'articolo

Cosa bolle in pentola nella maleodorante cucina della politica italiana? Perché D’alema attacca Draghi e lancia allarmi sulla democrazia come un no vax qualsiasi?

Perché media ed esperti stanno gradualmente cambiando la narrazione?

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Per rispondere cominciamo da una notizia a cui i giornali hanno dato ampio spazio nonostante l’assoluta (e pienamente giustificata) indifferenza dei cittadini italiani: il ritorno di D’alema.

Il leader Massimo, in occasione del brindisi di fine anno del suo partitino, Articolo 1, ha sostenuto che sia necessaria una ricomposizione all’interno del PD del suo soggetto politico ed ha attaccato frontalmente Matteo Renzi, leader di un altro partitino dello zero virgola,indicato come la malattia che aveva portato alla scissione. La notizia è finita sulle prime pagine dei giornali, ma il vero pezzo forte, passato in sordina, è l’attacco a Draghi.

D’Alema, insieme a Bersani ed al ministro Speranza (aderente ad Articolo 1 ma ministro in quota Fabian Society) ha infatti lanciato frecciate anche a Draghi: “L’idea che il premier si auto-elegge Capo dello Stato e nomina al suo posto un alto funzionario del ministero dell’economia mi pare non adeguata per un grande Paese democratico come l’Italia, con tutto il rispetto per le persone”. E ancora: “Non mi impressiona che abbiamo al governo Draghi, che è una condizione di necessità, ma il tipo di campagna culturale che accompagna questa operazione, sulla necessità di sospendere la democrazia e di affidarsi a un potere altro che altro non è se non il potere della grande finanza internazionale“.

Insomma il compagno D’alema lancia l’allarme su Draghi e la grande finanza internazionale che sospendono la democrazia in Italia.

La logica è la stessa applicata (dagli stessi soggetti) in occasione del referendum costituzionale proposto da Renzi. In quel caso Bersani sostenne che era necessario coprire anche il campo dei contrari, che poi si rivelò clamorosamente maggioritario.

Ora che la campagna vaccinale è fallita e che le mirabolanti promesse di una ripresa economica fulminea sbiadiscono sotto il peso di nuove chiusure e limitazioni è indispensabile ricollocarsi.

Anche la narrazione pubblica sta cambiando perché ormai è impossibile sostenere che i vaccini cancelleranno il covid, nonostante le misure liberticide come il super green pass divengano sempre più stringenti.

In questo paradosso aumentano costantemente i contrari alla gestione della pandemia del governo Draghi; in un recente sondaggio di Pagnoncelli è stato calcolato che più di 1 italiano su 3 è contrario al green pass e che un ipotetico partito antisistema che mettesse al centro del proprio programma il ripristino delle libertà costituzionali, sospese dalla dittatura sanitaria, avrebbe un bacino di voti del 30%. Numeri calcolati per difetto e destinati a crescere.

I più furbi, come D’Alema, hanno capito che le cose possono velocemente mettersi male, e stanno già correndo ai ripari.

ARNALDO VITANGELI

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