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Notizie3 Maggio 2022

Da Costa Crociere alle diocesi, continua l’abuso di potere sulle mascherine e pass

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza l'abuso di potere legato all'uso di mascherine e green pass in Italia. Si discute anche delle politiche aziendali e delle conseguenze sociali di tali restrizioni, evidenziando una continua divisione tra i cittadini.
Punti chiave
  • Il 1° maggio segna la liberazione da mascherine e green pass.
  • Aziende come Costa Crociere continuano a richiedere il green pass.
  • I cittadini sono divisi tra chi indossa mascherine e chi no.
  • Le politiche aziendali creano zone grigie di ambiguità.
  • Università e diocesi mantengono restrizioni nonostante la fine ufficiale.
L'articolo

Seppur in mezzo alle solite mille polemiche, é finalmente arrivato il 1° maggio, il nuovo giorno di liberazione nazionale da mascherine e green pass. Tuttavia c’é ancora chi proprio non si rassegna e vorrebbe invece portare avanti la narrativa delle restrizioni in eterno o almeno finché personale desiderio o convinzione non li separi. Utenti ancora vessati, discriminati, allontanati ed evitati da altri utenti i quali, nonostante sia tutto finito, vogliono mostrarsi diligentissimi continuando ad usare mascherine e chili di gel igienizzante negli esercizi pubblici. A volte sono addirittura le stesse politiche aziendali a colpire i soggetti che cercano timidamente di riappropriarsi della propria libertà. E in Italia, anche un giorno potenzialmente di festa come lo scorso 1° maggio per tutti si trasforma in un acuirsi della lotta verticale e orizzontale di tutti contro tutti, entro cui proprio il governo ha sistemato i propri cittadini secondo la ben nota e funzionante strategia del divide et impera.

Era il 1982 quando il grande Indro Montanelli in un’intervista rilasciò una dichiarazione che paradossalmente pare oggi di grandissima attualità e che racchiude in sé la natura che molti italiani hanno ahimé mostrato negli ultimi due anni.

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“[…] Mussolini capì una cosa fondamentale: che per piacere agli italiani bisognava dare a ciascuno di essi una piccola fetta di potere col diritto di abusarne. Questo era il fascismo. Il fascismo aveva creato una gerarchia talmente articolata e complessa che ognuno aveva dei galloni: il capofabbricato, il caposettore… tutti avevano una piccola fetta di potere, di cui naturalmente ognuno abusava, come è nel carattere degli italiani.“

Il potere aveva compreso che gli italiani adorano avere una piccola zona grigia all’interno della quale muoversi in autonomia e declinare le norme secondo il proprio desiderio. E proprio perché il potere conosce il proprio popolo, sa dove e come lasciare quella piccola zona grigia.

E’ stato a questo che il ministro Speranza si é appellato in diverse fasi del delirio pandemico. Chi non lo ricorda poco prima delle festività natalizie del 2020, mentre pubblicamente affermò di “contare sulle segnalazioni dei vicini” (istigando ad un vero e proprio atto di delazione) per far rispettare il numero massimo di invitati a tavola? Ecco lui sapeva benissimo che i cittadini sarebbero stati molto più efficienti di qualunque pattuglia della polizia. E così fece. Esattamente allo stesso modo potremmo ricordare le mille ordinanze locali dei sindaci per prorogare, estendere o modificare gli orari del coprifuoco, o l’uso della mascherina all’aperto.

Anche adesso che l’imposizione di mascherine e green pass é per lo più scomparsa, il governo ha lasciato comunque quella stessa zona grigia nell’ultima ordinanza. Mentre i clienti sono infatti lasciati liberi di non indossare alcunché, i dipendenti sono comunque costretti a stipulare un accordo con il datore di lavoro che dovrà loro comunicare quale sono le direttive aziendali.

Ma l’italico desiderio di gongolarsi nella propria piccola fetta di potere questa volta si è spinto ancora un pezzetto più in là e vi sono a tal proposito aziende (insieme ad attività di altro tipo) che hanno deciso autonomamente (e comunque in contrasto con quanto disposto dalla legge) di continuare ad applicare la vecchia normativa anche dopo il 1° maggio, e si badi bene, non solo ai lavoratori ma anche ai clienti.

Tra tutte spicca Costa Crociere, la quale specifica che la loro politica é quella di continuare a richiedere il green pass rafforzato, dopo aver effettuato almeno una dose di vaccino o aver completato il ciclo vaccinale. I professionisti del viaggio specificano anche che consentiranno un “grace period” ovvero un periodo di eccezione per le partenze effettuate entro il 31 maggio, offerta rivolta a coloro che hanno ancora il green pass da guarigione, non hanno effettuato vaccinazioni, ma sono disposti a sottoporsi a bordo a tampone ogni 48 ore. Gli italiani saranno disposti ad accettare ancora il ricatto vaccinale?

Non si creda che la dicitura “uso della mascherina fortemente raccomandato” non sia altresì divisiva, poiché figlia della stessa zona grigia e assolutamente declinabile a proprio uso e consumo. Ai contrasti verticali tra datore di lavoro e dipendente si sono semplicemente aggiunti contrasti orizzontali tra utente e utente. I cittadini che non indossano la mascherina sono presi di mira dagli altri cittadini che sono “più ligi al dovere”, ed i lavoratori, probabilmente imboccati a dovere dai loro datori di lavoro, continuano a discriminare e redarguire coloro che hanno abbandonato (secondo loro) troppo presto le precauzioni.

Anche in ambito universitario, sebbene il Miur abbia stabilito il decadere delle norme a partire dal 1° maggio, pare vi siano atenei come La Sapienza di Roma, che hanno deciso altrimenti.

Ultima, ma certamente non in ordine di importanza l’arcidiocesi di Trento, ove, seppur le restrizioni come il distanziamento vengono allentate, la mascherina non viene abbandonata e sarà comunque necessaria per essere ammessi a partecipare alle celebrazioni liturgiche al chiuso anche dopo il 1° maggio e per partecipare al coro.

Pare chiaro  dunque che se vogliamo riportare il paese in una dimensione di pace e legalità, nonché smettere di alimentare quella lotta intestina che piace tanto al potere in ogni sua declinazione, si deve da una parte avere norme che non ledono in nessun modo i diritti personali, dall’altra norme che siano prive di zone grigie.

Saranno allora pronti gli italiani tutti a dire addio alla loro piccola fetta di potere in nome del vero bene comune?

MARTINA GIUNTOLI

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