Mentre in Italia le proteste contro l’obbligo di green pass non si fermano, ma anzi crescono costantemente, dalla corte europea arriva una doccia fredda per i sostenitori dell’obbligo vaccinale mascherato.

La Corte UE ha infatti sospeso l’obbligo di green pass per l’accesso all’europarlamento per i deputati e il personale, che avevano fatto ricorso contro la decisione di renderlo obbligatorio.

Il Bureau di presidenza dell’europarlamento aveva imposto dal tre novembre l’esibizione del certificato digitale Europeo Covid per poter accedere agli edifici del Parlamento europeo a Strasburgo, Bruxelles e nel Lussemburgo, ma cinque eurodeputati, tra cui l’Italiana Francesca Donato, hanno fatto ricorso contro la misura ritenuta illegittima e discriminatoria.

I parlamentari hanno denunciato la violazione dei loro diritti fondamentali, in particolare il diritto al lavoro, il diritto di disporre liberamente del proprio corpo e il diritto di svolgere liberamente il mandato politico ricevuto dal voto popolare.

Le ragioni dei ricorrenti erano state rese pubbliche in una conferenza stampa che, diffusa in rete sul canale youtube della stessa Donato, aveva ottenuto in pochi giorni quasi 400.000 visualizzazioni e migliaia di commenti entusiastici, numeri da star del web piuttosto che da burocrati europei, a dimostrazione di quanto sia sentito il tema nell’opinione pubblica.

A questo punto il presidente del tribunale UE, Marc Van Der Woude, ha deciso la sospensiva per i 5 parlamentari e per il personale; e non sarà dunque fino alla decisone della Corte, prevista per fine anno, non sarà necessario esibire il green pass per entrare nelle sedi del parlamento europeo.

La deputata Donato e i colleghi hanno comunicato che ora scriveranno una lettera al presidente dell’europarlamento Sassoli per chiedere la revoca in via precauzionale dell’obbligo di green pass anche per tutti gli altri deputati che non hanno fatto ricorso e per tutto il personale che lavora nelle varie sedi.

Si tratta di una prima vittoria, anche se parziale, perché la sospensiva dimostra come la corte UE abbia ritenuto fondate le motivazioni di quanti denunciano l’illegittimità del green pass nei luoghi di lavoro, e in attesa della decisione definitiva abbia sospeso tale obbligo per coloro che si sono opposti.

Ora vedremo come faranno i fan del green pass nostrani, che sono in genere anche entusiastici sostenitori della supremazia del diritto comunitario su quello nazionale, a dare la notizia senza accusare la corte europea e delegittimarla come rimproverano sempre ai sovranisti.

ARNALDO VITANGELI

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