L'articolo
di Sandro Valentini.
Da qualche anno, da prima della guerra in Ucraina, sostengo che in Occidente siamo in un regime a-democratico dominato dal capitale finanziario.
Molti sinistrati e non mi dicevano che estremizzavo: nonostante tutto avevamo delle Costituzioni, come la nostra, che in buona misura ancora tutelano la democrazia. Ora dopo più di due anni di guerra tutti i nodi vengono al pettine.
Non farò un lungo elenco. Lascio il compito a Travaglio: un liberale sincero che drammaticamente scopre che non siamo in democrazia.
Ma oggi mi sento di sostenere qualcosa di più critico e duro.
I regimi occidentali da sistemi a-democratici si stanno trasformando, con l’avanzare del mondo multipolare, in veri regimi autoritari che rammentano vere e proprie forme di fascismo. La UE e la Nato sono il perno di questa preoccupante e drammatica trasformazione dell’Occidente collettivo. E con questa trasformazione tutte le categorie destra e sinistra che abbiamo conosciuto e interpretato del Novecento saltano, non reggono alla prova degli eventi in corso.
Prima ancora di una rivoluzione politica e sociale occorre una rivoluzione, per dirla con Gramsci, intellettuale e culturale. Occorre una nuova grammatica politica per definire oggi chi è di destra e chi è di sinistra. Una grammatica che non prescinda dai contenuti a iniziare dalla questione della pace e della guerra.
Senza questo lavoro culturale e teorico non si ricostruisce un soggetto con basi di massa per trasformare e cambiare la società. Attardarsi a difendere un bidone vuoto illudendosi che si possa ripristinare la democrazia – che come rammenta Canfora storicamente non è mai esistita, cosa diversa dalla libertà, concetto sempre in evoluzione – sostenendo il centrosinistra democratico contro il centrodestra antidemocratico è fuorviante.
Lasciamo ai nostalgici di ogni tendenza o a chi è favorevole a un modello dominato dal capitale finanziario il dilemma del bipolarismo.
Altre devono essere le scelte di campo. Innanzitutto la pace e un nuovo ordine mondiale (non “quel” Nuovo Ordine Mondiale perseguito dalla cricca di Davos, ndr) quali condizioni per un vero cambiamento sociale.

















