A me gli occhi please. Per convincere gli indecisi da vaccino ecco che arriva Giucas Casella. Non è una barzelletta, ma la realtà, e non accade in un Paese da barzelletta come il nostro, ma in una nazione apparentemente seria come la Svizzera: il vaccino sotto ipnosi.

In alcuni cantoni della Svizzera orientale, dove i tassi di vaccinazione sono tra i più bassi, sono previste sedute di ipnosi con degli specialisti ufficialmente “per combattere la paura degli aghi”. Come se fossero gli aghi il vero problema dopo cosette da nulla come lo scandalo Pfizergate.

La cosa può far ridere a prima vista, per l’immagine popolare dell’ipnotista dipinto perlopiù come una specie di ciarlatano da baraccone che ti fa fare la gallina e ti dice “al mio tre ti scorderai tuttto”. Ma ci sono sottotesti più inquietanti: come ben sanno gli esperti, l’ipnosi, al contrario di quel che si vede nei film, non può farti fare cose contrarie al tuo pensiero, quindi col cavolo che convinci qualcuno profondamente no vax. Ma può farti “vincere la paura” quindi un certo risultato su chi è timoroso anche degli eventi avversi lo può avere. Questo può essere estremamente pericoloso come precedente, ed è una forma più subdola di medicalizzazione del dissenso.

Ma al di là dell’aspetto inquietante, ecco che anche in Svizzera arrivano le cazzate all’italiana. Tipo l’offerta di caffè, berliner, marroni, vin chaud o the speziati o le notti del vaccino. Queste ce le hanno copiate.

Le “Notti Magiche” del vaccino sono un’ideonza dell’ineffabile generale Figliuolo, un personaggio che pare uscito direttamente dalla fantasia di Bonvi. Abbiamo avuto le “Notti Bianche del vaccino”, oppure i “vaccini sotto le stelle” sponsorizzati da quell’altro personaggio da commedia all’italiana che risponde al nome di Luca Zaia. Un modello per gli svizzeri, speriamo non ci copino anche la puntualità dei treni a sto punto.

In Austria, per convincere gli indecisi, hanno usato tecniche più tradizionali, ovvero quella cosa che ne tira più di un carro di buoi. A chi si vaccina offriamo un po’ di sano divertimento con le donnine allegre. Meno sofisticato della Svizzera ma, crediamo, più efficace, almeno sulla popolazione maschile. E anche nell’austriacante Trentino hanno adottato tecniche simili: se ti vaccini mezzora gratis con Moira la tigre del ribaltabile.

Ma queste sono solo le ultime tra le ideone in giro per il mondo. In questi mesi ne abbiamo sentite altre di incredibili: in Virginia addirittura si regalavano fucili ai neovaccinati (forse per dare la caccia al novax), nel New Jersey più pacifiche patenti di pesca, a Washington ti potevi fare una canna gratis. E poi le tradizioni del posto: birra in Germania, pasta in Italia, tappeti in India, riso nelle Filippine e Rolex ad Hong Kong (a mò di lotteria).

A parte le risate che uno si può fare leggendo queste notizie, quello che emerge è il dato del fallimento mondiale della campagna vaccinale, oltre ai metodi da Banda della Magliana tra armi, prostitute, droghe, alcolici e poi minacce e ricatti. Se devi ricorrere a questi mezzi per convincere gli indecisi la situazione è grave (ma non seria, come avrebbe detto il grande Ennio Flaiano).

La campagna vaccinale è il più grande fallimento comunicativo della storia, e hai voglia a sparare cifre trionfalistiche.

Al di là del non trascurabile numero di resistenti, si è dovuti passare o alle minacce e  alle maniere forti, come l’istituzione di green pass e simili aberrazioni, o piegarsi a simili trucchi da baraccone. Un fallimento su tutta la linea. Ma dato che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, loro, che sono di fatto “diabolici”, perseverano.

ANDREA SARTORI

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