Claudio Celani, esponente dello "Schiller Institute", racconta il clima che si respira in Germania in vista delle prossime elezioni politiche: "La pandemia è strumentalizzata anche qui per colpire alcuni precisi settori industriali che devono essere sacrificati sull'altare del "gretinismo". Il partito dei Verdi rappresenta un pericolo, mentre Afd- il più grande partito di opposizione- è criminalizzato dal potere centrale"
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Claudio Celani, esponente dello Schiller Institute, ha recentemente commentato la situazione politica in Germania, sottolineando l'uscita di scena di Angela Merkel e le implicazioni di questa transizione in un contesto di crescente tensione sociale e politica. Con le elezioni politiche in arrivo, il clima in Germania è caratterizzato da preoccupazioni legate alla gestione della pandemia e alle politiche economiche che ne derivano. Secondo Celani, la pandemia è stata strumentalizzata per colpire specifici settori industriali, in particolare quelli legati alla gastronomia e al turismo, che si trovano ora sull'orlo del collasso.
Celani mette in evidenza come le misure adottate dal governo tedesco, in gran parte dettate da Bruxelles, abbiano portato a proteste significative, simili a quelle osservate in Italia. La risalita dei contagi e l'incapacità del governo di contenere la pandemia hanno alimentato il malcontento tra la popolazione, mentre i settori economici più colpiti chiedono un intervento immediato per evitare il fallimento. La situazione è complicata dalla crescente criminalizzazione del partito di opposizione AfD, che rappresenta un'alternativa alle politiche attuali, ma che è sotto attacco da parte del potere centrale.
La prossima tornata elettorale potrebbe segnare una svolta significativa nella politica tedesca, con i Verdi che si presentano come una forza emergente e potenzialmente dominante. Celani avverte che questo partito rappresenta un "pericolo" per l'industria tedesca, poiché le loro politiche di decarbonizzazione potrebbero portare a una deindustrializzazione del paese. In questo contesto, l'elezione di Armin Laschet come leader della CDU potrebbe rappresentare una reazione a queste spinte, in quanto egli è visto come un sostenitore della cooperazione con la Russia e del mantenimento di una base industriale solida.
La transizione politica in Germania è quindi segnata da una tensione tra le esigenze di un'industria in crisi e le politiche ecologiche sempre più aggressive. Celani suggerisce che, sebbene il cambiamento di leadership possa non portare a una rottura radicale con il passato, potrebbe comunque ostacolare le politiche più estreme promosse dai Verdi. La crescente polarizzazione dell'elettorato tedesco, diviso tra chi teme la crisi climatica e chi è più preoccupato per l'economia reale, rende il futuro politico del paese incerto e complesso.
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