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Approfondimenti11 Novembre 2022

Chi era Evelyn de Rothschild

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza la figura di Evelyn de Rothschild, evidenziando il suo ruolo nella storia della finanza internazionale. Si discute anche dell'eredità della dinastia Rothschild e delle attuali sfide per le élite globaliste.
Punti chiave
  • Evelyn de Rothschild è scomparso l'8 novembre 2022.
  • Ha fatto crescere il patrimonio familiare da 400 milioni a 4,6 miliardi di sterline.
  • La dinastia Rothschild fu fondata da Mayer Amschel nel 1800.
  • Evelyn era consulente finanziario della defunta Regina Elisabetta II.
  • Le élite globaliste affrontano nuove sfide da realtà multi-polari come i Brics.
L'articolo

Evelyn de Rothschild è scomparso alla veneranda età di 91 anni il giorno 8 novembre 2022.

Con lui se ne va anche un pezzo di storia della finanza internazionale.

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Tre volte sposato, auto-definitosi “malato di cioccolato”, de Rothschild era noto soprattutto per essere il rampollo di una vera e propria dinastia di banchieri.

Aveva fatto crescere gli averi della famiglia da 400 milioni a 4,6 miliardi di sterline dopo che il padre aveva lasciato il controllo attivo sugli affari nel 1961.

La storia delle fortune della famiglia Rothschild affonda le sue origini molto addietro. L’impero non è certo arrivato ieri.

La dinastia finanziaria fu fondata da un trisavolo di Evelyn, il banchiere tedesco di origini ebraiche Mayer Amschel agli inizi del 1800.

L’uomo aveva cominciato a far fortuna comprando e rivendendo vecchie monete in un ghetto di Francoforte. Forte del suo successo, Amschel mandò i suoi cinque figli in giro per l’Europa mettendo radici a Londra, Parigi, Vienna, Napoli e Francoforte.

L’influenza della famiglia crebbe in maniera smisurata fino a finanziare la vittoria del Duca di Wellington su Napoleone nel 1815 nella battaglia di Waterloo, evento che segnò la fine definitiva del còrso Bonaparte.

Amschel aveva capito tre cose fondamentali.

Prima cosa: che i soldi generano potere. Possedere consistenti risorse finanziare permette di poter aver voce in capitolo nelle dinamiche politiche e sociali, non solo economiche.

Seconda cosa: il potere si ottiene e si mantiene spesso attraverso il finanziamento delle guerre, a volte persino finanziando ambo le parti in causa.

Infine: la presenza capillare dei componenti della dinastia sul territorio come elemento fondamentale del meccanismo.

I suoi figli, infatti, come abbiamo già detto, avevano praticamente base in tutta Europa, continente che potevano controllare attivamente attraverso i loro soldi.

Il pronipote Evelyn, memore della preziosa lezione del suo avo, ha messo in pratica tutto quanto nelle sue possibilità per non deluderlo.

Profondamente legato alla famiglia reale inglese, era addirittura diventato il consulente finanziario privato della defunta Regina Elisabetta II, anche lei recentemente scomparsa.

Per capire come l’uomo avesse interiorizzato i principi di Amschel, si potrebbe citare una sua considerazione all’indomani del crollo del mercato finanziario nel 2008:

Si deve attuare una rivoluzione nella gestione delle banche, attraverso una maggiore attenzione posta nella scelta dei direttori, migliori regole, e facendo comprendere ai banchieri che non eseguono ciò che impone loro il proprio mandato, ovvero adeguarsi agli standard che definiamo appropriati, che saranno mandati via.

Le banche (e i banchieri) in sostanza dovevano sottostare alle regole Rothschild, ai loro standard, pena la chiusura del business e conseguente acquisizione.

Non è forse così che sono andate le cose?

Questo infatti è un vero e proprio spudorato manifesto per la gestione del potere.

O si fa come dicono i Rothschild, o si chiude baracca.

Prima parlavamo di infiltrazione e di capillarità, giusto? Non si dimentichi un altro aspetto a tal riguardo.

Se si guarda la vita privata di un altro noto “filantropo”, Klaus Schwab, scopriamo qualcosa di davvero interessante.

Qualcuno dice che la madre Marianne Schwab sia nata come Rothschild e che sia quindi diretta parente di Evelyn. Altri smentiscono questa cosa.

Tuttavia rimane il fatto che non si può negare quanto le due famiglie siano legate da profondi interessi, oltre che da una visione comune (distorta) del mondo.

La famiglia Rothschild fa parte infatti con Schwab del World Economic Forum (Wef), lo stesso forum di Davos che rappresenta le élite globaliste pro-pandemiche e pro-reset.

Inutile dire che a quanto pare la lezione di Amschel non è stata affatto dimenticata.

Sono cambiate soltanto le condizioni storiche, ma il modo di affrontarle è rimasto esattamente lo stesso di sempre.

Eppure oggi il vento per le élite globaliste finanziarie di cui i Rothschild fanno parte sembra essere cambiato e non soffiar più a favor di vela.

Molti soggetti politici si stanno mettendo di traverso ai progetti del Wef, e la nascita di realtà multi-polari come i Brics pare la risposta più concreta allo strapotere della vecchia élite finanziaria.

La battaglia è in atto proprio adesso, ma siamo cautamente ottimisti.

Speriamo si apra un nuovo capitolo di pluralità, con la fine del monopolio del vecchio mondo finanziario.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

 

 

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