Qui, in calce, si trova un documento scritto da me e condiviso da altri sostenitori di Italia Sovrana e Popolare, per il quale si chiede l’adesione di chi ne condivide contenuti e proposito.
Premetto alcune considerazioni.
Chi in vari ruoli è stato chiamato a rappresentare Italia Sovrana e Popolare, prima e durante questa campagna elettorale e vi si è impegnato con entusiasmo e spirito di sacrificio sulla base di un preciso mandato e di un programma globale, ritiene bello, e forse giusto, essere coinvolto nel processo di valutazione degli esiti raggiunti e di definizione dei processi da avviare relativamente alla formazione politico-ideologica sotto il cui logo e per i cui contenuti ha operato. Ritiene inimmaginabile e necessariamente infondata l’idea che coloro che sono stati chiamati a rappresentare davanti al paese questa proposta politica e organizzativa, possano essere stati considerati manichini da vetrina, o uccellini di richiamo, dal compito ora esaurito.
Negli anni precedenti a questa competizione elettorale, così drammaticamente decisiva sul piano politico, sociale, economico, culturale, morale e ideologico, si erano formate formazioni, quali prima Vox e poi Ancora Italia, che avevano dato forma organizzata, pur in severi limiti numerici e di presenza sul territorio, a una valida risposta politica alla distruttiva strategia dell’élite. A un progetto padronale finalizzato a una terrificante ristrutturazione autocratica e ultraliberista della società globale, sotto un unico dominio psicofisico e nel segno aberrante della militarizzazione estrema dei rapporti tra nazioni..
La scadenza delle elezioni, imposta in tempi ravvicinati da uno schieratissimo Capo dello Stato, ha imposto al cosiddetto fronte del dissenso una rapidissima evoluzione che desse a quanto si era andato raccogliendo, in varie forme, in termini di lotta al progetto transumanista. Grazie alla lungimiranza e all’impegno degli esponenti e militanti di questi gruppi o partiti, si è potuto realizzare il miracolo di una formazione politica unitaria, basata su solidissime fondazioni programmatiche. Basi politiche, ideologiche, sociali, economiche e fortemente culturali che, nella loro sintesi, prospettavano un compiuto e comprensivo quadro per lo scontro con l’esistente e la creazione di una società radicalmente alternativa. Un decisivo passo in avanti nella capacità di rispondere alle attese espresse dal popolo, rispetto a quanto era stato fin lì prodotto dalle singole componenti della nuova formazione.
Il nodo da sciogliere ora, è la conciliazione tra quanto era embrionalmente sorto dalla resistenza diffusa e parzialmente organizzata in formazione politica, e quanto esige la nuova fase che ci vede affrontare, con nuovi strumenti e nuove prospettive, un vero e proprio scontro di civiltà. Il Congresso a Napoli di Ancora Italia ha consacrato, nelle varie voci che vi si sono incontrate e fuse, la consapevolezza dei termini in cui affrontare questa nuova fase, autenticamente storica.
E’ necessario, mi pare, anzi, vitale, che non si torni indietro rispetto a quanto così intelligentemente e generosamente raggiunto e poi consacrato nel fuoco della lotta elettorale. Chi pensa di ripristinare vecchie strutture e vecchi particolarismi, probabilmente inadeguati rispetto alle esigenze del tempo, remerebbe contro in un mare in tempesta. Per far valere le proprie ragioni nella nuova fase, ognuno ha avuto a disposizione da Antonio Gramsci una grande strumento: l’egemonia.

DOCUMENTO DEI “NUOVI” (E UN BEL PO’ ANTICHI) DI ISP che sottoponiamo, per l’adesione, ai candidati, militanti e partecipanti a vario titolo che, nelle elezioni politiche del 25 settembre 2022, hanno contribuito a far vivere ISP.
Noi, pur non appartenendo ognuno formalmente ad alcuna organizzazione politica, abbiamo partecipato alla campagna elettorale di ISP e ci siamo spesi, presentandoci direttamente nella lista, o indirettamente esprimendo il nostro appoggio in tutte le occasioni pubbliche in cui siamo intervenuti, come si dice in maniera grossolana, mettendoci la faccia, convinti come eravamo e, a maggior ragione oggi lo siamo, della assoluta necessità di costruire, attraverso ISP, l’unico soggetto politico che possa essere un argine credibile all’avvento della nuova era del transumanesimo.
Il compito è immane, senza dubbio superiore alle nostre forze presenti e alle nostre effettive possibilità, ma abbiamo guadagnato in questa tornata elettorale credibilità, interesse e impegno da parte di quel popolo che non ci sta e che crede in quell’alternativa realistica che noi rappresentiamo per loro.
Proprio per questo riteniamo assolutamente imprescindibile continuare il nostro percorso che si è rivelato accidentato (a causa di molteplici fattori), ma vincente. La strada è lunga ma praticabile, se non ci lasceremo travolgere o sviare dalle sirene delle vecchie appartenenze
ISP è una novità; per questo il nostro vantaggio sulle altre organizzazioni politiche è enorme. Abbiamo una grossa responsabilità di fronte alle centinaia di migliaia di votanti che hanno creduto in noi, anche perchè fautori di un percorso unitario ed ecumenico.
Il nostro programma si è rivelato uno strumento eccezionale, convincente e aperto a tutti .. Approfondiamolo, assieme a quelli che hanno lavorato alla costruzione del partito, apportando un contributo non solo politico e di impegno morale, ma anche di affetto, di stima e di profonda intesa.
Continuiamo nel progetto che abbiamo costruito insieme, non permettiamo che, disuniti, si corra il rischio di essere considerati da chi ha creduto in noi, opportunisti che hanno parlato di unità a scopo puramente elettorale: Continuiamo a essere cardine di un percorso che può essere vincente nelle prove durissime a cui saremo tutti sottoposti.
Uniti si vince, divisi e dispersi il nemico trionfa.

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