Premetto che nessuno mi ha puntato un taglierino alla gola.

“Caduta matti. Racconti e mostri della follia contemporanea” è la sfida a TUTTO pubblicata da Passaggio al Bosco e firmata Emanuele Ricucci, scrittore giovanissimo che ha all’attivo sette libri, collaboratore di Libero e del Giornale, nonché di Vittorio Sgarbi.

Novanta pagine di “puro delirio nonsense” che fanno più rumore e più male di una bottigliata sui denti. Lo leggi in mezz’ora e lo capisci, se tutto va bene, dopo una nottata di meditazione, mentre ti domani che razza di libro ti è capitato tra le mani. “Non un pamphlet, né un saggio; non un romanzo, né narrativa”, ma un libricino da battaglia dagli spigoli appuntiti, seguito esplosivo di “Contro la folla. Il tempo degli uomini sovrani”.

È tutto un procedere tra racconti e favole di asfissiante delirio.

Ma il delirio di Ricucci è lucidissimo, di una lucidità esasperata, che cammina sul filo del rasoio e si affaccia sull’angosciante abisso della follia contemporanea.

E forse è proprio questo che lo rende un testo assolutamente ben riuscito: svelare i mostri della contemporaneità, che si nutrono e sguazzano nella melma della contraddizione, adoperando quello stesso infinito serbatoio di contraddizioni. Svelare un mondo che lontano da ogni narrazione o percezione sembra aver smarrito ogni parvenza di senso e di logica; svelare il tempo balordo del nulla più assoluto che fagocita l’uomo, ormai verme sazio e appagato che banchetta sulla salma incancrenita di una civiltà che ha perduto il senso del limite, della bellezza, dell’Arte. Dio regole e libri, sinistra e destra, cazzo e “cazza”, mediocrità e banalità, empatia ed empatici, santi giullari conti e draghi, rivoluzionari da salotto, replicanti, uomini folla. L’autore non risparmia niente e nessuno, nemmeno sé stesso.

Questo libro è un’arma di distruzione(di massa). Non avrebbe dovuto vendere nulla, ne occorre già una ristampa.

PASQUALE MORRONE

 

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