Se ne sono accorti i serbi. E l’immagine ha fatto rapidamente il giro del mondo, ovviamente fuori dai canali mainstream: Bernard Henry Levy in queste ore se ne sta tutto contento a spasso per Odessa, scortato da gorilla ucraini.

Ma chi è Bernard Henry Levy, conosciuto anche come BHL?

E’ un famosissimo filosofo francese, ispiratore di Presidenti da Sarkozi a Macron, milionario e amante della bella vita. Ma soprattutto, è forse il più noto membro francese di quella elite intellettuale transnazionale fomentatrice di guerre che ritiene di avere il compito di rimodellare il mondo.

Alcuni l’hanno soprannominato “il Cavaliere dell’Apocalisse”: ogni volta che appare lui, arriva una guerra o una rivoluzione colorata. Cominciò appunto con la Serbia, nel 1990, quando nei suoi articoli invitava i paesi della NATO a bombardare la Jugoslavia e sosteneva i militanti dell’UCK del Kosovo. Levy considerava l’”intervento umanitario” come “soluzione politica ottimale” e chiedeva di intervenire nel conflitto il prima possibile.

L’operazione gli riuscì, e quindi volentieri proseguì la sua missione di fomentatore di conflitti. Sempre negli anni ’90 raccomandò ai Paesi occidentali di riconoscere il presidente dell’autoproclamata Repubblica cecena di Ichkeria, Aslan Maskhadov. Nel 2003 ha sostenuto la Rivoluzione delle Rose in Georgia. Nel 2008 ha chiesto pressioni politico-militari sulla Russia durante il conflitto in Ossezia del Sud.

Nel 2011, Levy si interessò moltissimo alla “Primavera araba”, al punto da venir soprannominato “il padre spirituale delle rivoluzioni”. Si ritiene che sia stato lui a convincere Nicolas Sarkozy a decidere un intervento militare per rovesciare il regime di Muammar Gheddafi, guerra che portò alla distruzione della Libia. Nella foto, eccolo a Tripoli a rimirare soddisfatto i risultati.

Nel 2013, poi, ha preso di mira la Siria, conducendo una campagna di propaganda contro il governo siriano e chiedendo (di nuovo) l’invasione del malcapitato Paese.

E naturalmente non poteva perdersi Euromaidan: nel 2014, BHL si precipitò a Kiev a “supportare” gli eroici golpisti facendosi intervistare direttamente in piazza. 

Considerato dalla stampa mondiale inginocchiata come “l’ultimo umanista”, BHL ha lanciato strali contro i malthusiani che hanno visto nella pandemia un’ottima opportunità per liberarsi delle bocche in sovrappiù, sostenendo che il virus “rende folli”. L’ultimo umanista, dai gusti retrò, preferisce forse il metodo tradizionale dello sterminio reciproco con archi e frecce o coi missili balistici.

Vederlo passeggiare per Odessa, in massima tranquillità malgrado la situazione di guerra, e con il suo ironico sorrisetto soddisfatto da gatto del Cheshire, ha fatto correre un brivido lungo la schiena a ucraini e russi. Fa di sicuro più paura lui, l’araldo dell’Apocalisse, che le sanzioni.

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