di Pino Cabras.

Lo scenario di guerra mediorientale di questi giorni ha avuto un vistoso risvolto sui cieli della Sardegna. Un articolo del giornalista d’inchiesta Mauro Pili, pubblicato oggi su L’Unione Sarda, rivela il ruolo strategico che la Sardegna ha svolto nell’immediato dopo l’attacco missilistico iraniano di sabato scorso in rappresaglia verso Israele.

Questi i fatti messi in fila da Pili:

Alle 2:31 del mattino, un Boeing E-3 Sentry, un aereo da ricognizione e controllo AWACS della NATO, è decollato dalla base aerea di Geilenkirchen in Germania.

Il velivolo ha sorvolato la Sardegna, tracciando cerchi concentrici sopra l’area centrale dell’isola, fungendo da centro di comando e controllo per la gestione della situazione aerea nel Mediterraneo.

Poche ore dopo l’arrivo del Boeing E-3 Sentry, l’aeroporto di Cagliari-Elmas è diventato un’importante base logistica per l’operazione NATO.

Un Dassault Falcon 2000Lx statunitense e un cargo militare polacco sono atterrati a Cagliari. Un Hercules C-130 statunitense decollato dalla base siciliana di Sigonella ha varcato lo spazio aereo sardo.

Un altro cargo militare polacco è atterrato anche nella base aerea di Decimomannu.

La presenza di questi velivoli indica che la Sardegna è stata utilizzata come piattaforma logistica per il supporto aereo e marittimo all’operazione NATO.

Le implicazioni:

L’articolo di Pili solleva importanti questioni sulla crescente militarizzazione della Sardegna e sul ruolo che l’Isola sta assumendo nello scacchiere geopolitico del Mediterraneo.

Emerge la mancanza di trasparenza da parte del governo italiano e della NATO riguardo alle attività militari in Sardegna.

Si pone la questione del consenso democratico e della partecipazione della Regione Sardegna alle decisioni che riguardano il futuro militare dell’Isola. Se ci sarà un’escalation, la portata del coinvolgimento sardo crescerà esponenzialmente. L’articolo sottolinea anche l’impatto ambientale e sociale della militarizzazione della Sardegna, con particolare riferimento alle servitù militari e alla presenza di industrie belliche come la RWM di Domusnovas.

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