Doveva essere una guerra lampo, ma Putin non si aspettava una cosi strenua resistenza: dopo più di 100giorni di conflitto Putin ha fallito il suo obbiettivo. 

In verità l’ intento di Putin di chiudere la partita, con un’operazione di pochi giorni è sempre stata solo un’idea in testa ai giornalisti occidentali,: mai nessun rappresentante della Federazione ha mai esternato propositi al riguardo, anzi, è vero forse il contrario. Lo scopo dell’armata russa potrebbe essere , il condizionale è d’obbligo e molte testate dovrebbero imparare ad usarlo più spesso, proprio basato su un lento logorio delle risorse nemiche.

A questo punto sorge il dubbio che quello della guerra lampo fosse più un auspicio occidentale, visto la piega che sta prendendo la situazione: sembra infatti che le scorte USA di alcuni modelli di armi fornite all’Ucraina stiano per terminare.

Secondo Bloomberg il Pentagono potrebbe trovarsi in difficoltà in merito ai nuovi approvvigionamenti di missili antiaereo “Stinger” e anticarro “Javelin”, di cui sono state già consumate oltre un terzo delle scorte americane. 

Entro pochi mesi, gli Usa potrebbero quindi vedersi costretti a bloccare l’invio di armi a Kiev, a meno che non vogliano vedersi azzerate le loro forniture.

A tal proposito sono stati stanziati 40 miliardi di dollari, spese già approvate dal Congresso il mese scorso, ma le interruzioni dovute alla pandemia, la mancanza di chip e di lavoratori specializzati, renderebbero il meccanismo  di rifornimento più complicato.

Analizzare l’articolo di Bloomberg è molto interessante per capire il punto di vista degli americani quando viene presa in considerazione la possibile minaccia di un conflitto a Taiwan e di un’implicazione diretta o indiretta degli USA. 

Gli Stati Uniti, quindi, secondo l’autore dell’articolo, dopo essersi impegnati ad alimentare il conflitto, chiudendo ogni possibile negoziato, a questo punto dovrebbero fare pressione, in modo che gli alleati NATO si impegnino a fornire ancora più armi per compensare le carenze degli States.

All’ amministrazione Biden non è bastata la figuraccia dell’Afganistan: ancora una volta noi “alleati”, per gli Stati Uniti  è scontato e indiscutibile, seguendo. servili e passivi, la strada tracciata da Washington, pagheremo perchè l’economia americana non affondi. 

Questa guerra che non abbiamo scelto di combattere ci è già costata un aumento di spese militari pari al 2percento del Pil oltre alle incalcolabili conseguenze dei rincari dovuti alle sanzioni alla Russia.

Si è sempre biasimata la posizione prona dell’Europa, diventata praticamente colonia economica degli USA, questo è evidente fin dalla nascita dell’Unione Europea e, nel caso dell’Italia, questo era vero anche prima , ma quando la smetteremo di accettare di essere gli ospiti di un parassita che ci sta avvelenando il sangue?

ANTONIO ALBANESE

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