Andrea Tosatto, autore del libro "The Covid Show", mette insieme tutti i punti di una emergenza scientificamente fomentata dai media mainstream. "Esiste una oligarchia che ha deciso di trasformare la società nascondendosi dietro la teoria del pericolo infinito. Troppo gente continua però continua a cadere nei tranelli di un potere che non si nasconde più"

Andrea Tosatto, autore del libro "The Covid Show", offre una lettura critica della pandemia e delle sue conseguenze sociali ed economiche, accusando i media mainstream di fomentare un clima di allerta costante. Secondo Tosatto, esiste un'«oligarchia» che ha deciso di trasformare la società, sfruttando la paura del contagio per legittimare misure che altrimenti sarebbero inaccettabili. La sua analisi si concentra sull'idea che la paura del Covid-19 sia stata amplificata da una narrazione mediatica che ha come obiettivo quello di mantenere la popolazione in uno stato di ansia e sottomissione.
Uno dei punti salienti del discorso di Tosatto è il presunto conflitto di interessi legato a figure influenti del panorama mediatico e imprenditoriale, in particolare John Elkann, che controlla una parte significativa dell'informazione in Italia e, al contempo, è coinvolto nella produzione di mascherine. Tosatto sostiene che questa situazione possa aver contribuito a instillare una psicosi collettiva, giustificando così misure restrittive e di emergenza. La produzione di mascherine, vista come un affare proficuo, diventa un simbolo di come la pandemia possa essere stata sfruttata a fini economici da chi detiene il potere.
Il libro di Tosatto si propone di andare oltre la mera cronaca della pandemia, cercando di mettere in luce le dinamiche di potere che si celano dietro la gestione dell'emergenza. L'autore invita a riflettere su come la narrazione della crisi sanitaria sia stata utilizzata per giustificare trasformazioni profonde nella società, in particolare nel mondo del lavoro e nei diritti civili. La sua posizione è che non si tratti solo di una crisi sanitaria, ma di un'opportunità per un cambiamento radicale, che avviene senza un reale consenso popolare.
In questo contesto, Tosatto chiama in causa il ruolo dei giornalisti e dei politici, accusandoli di non affrontare le questioni più spinose legate alla gestione della pandemia. Secondo lui, esiste una mancanza di coraggio nell'affrontare le verità scomode e una tendenza a conformarsi a una narrativa dominante, che serve gli interessi di pochi a discapito della maggioranza. La sua speranza è che emergano figure coraggiose, in grado di sfidare il sistema e di portare alla luce le verità nascoste, come nel caso di una telefonata risalente al 2018, che rivelerebbe piani di riforma del sistema sanitario globale.
La critica di Tosatto si estende anche all'idea di modernità, sostenendo che la direzione imposta da pochi non tenga conto delle esigenze e dei diritti di molti. La pandemia è vista come un pretesto per accelerare un processo di trasformazione sociale e tecnologica, che non tiene conto delle conseguenze per la popolazione. L'invito finale è a una riflessione collettiva su quale debba essere il futuro della società, suggerendo che un vero cambiamento possa avvenire solo attraverso una partecipazione attiva e consapevole da parte di tutti.
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