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Politica21 Ottobre 2022

Ancora Italia, un mese vissuto pericolosamente

Lilli GoriupDi Lilli Goriup·44 contenuti pubblicati
Antonello Cresti analizza la situazione attuale di Ancora Italia, evidenziando le ingerenze esterne e la confusione interna. Si discute anche della necessità di recuperare la connessione con la base militante per affrontare le sfide politiche.
Punti chiave
  • La politica italiana è caratterizzata da alti e bassi emotivi.
  • Ancora Italia vive confusione e scontento dopo l'assenza in Parlamento.
  • Diego Fusaro e Gianluigi Paragone hanno lanciato appelli alla unità del dissenso.
  • Si sollevano dubbi sulla compatibilità di Francesco Toscano con Ancora Italia.
  • È urgente ristabilire la verità per recuperare la fiducia della base militante.
L'articolo

In politica, come nel calcio, tra vincere e perdere, tra gli altari e la polvere, non vi sono vie di mezzo. Si passa fugacemente dalla esaltazione alla depressione e il dato emotivo porta spesso a vivere situazioni scarsamente lucide.

Se Italia Sovrana e Popolare fosse entrata in Parlamento oggi assisteremmo ad una comunità esultante raccolta misticamente attorno ai suoi capi politici; poiché questo non è accaduto, invece, regnano la confusione, lo scontento ed il sotterfugio.

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Sono bastati cinque giorni per far sì che il mondo rappresentato da Ancora Italia, che di ISP ha costituito l’architrave ideale organizzativo, subisse un primo intervento, esplicito come non mai, di ingerenza esterna; è difatti del 30 settembre un video con protagonisti Diego Fusaro e Gianluigi Paragone, in cui, formalmente, si fa appello alla unità del popolo del dissenso. Andando però ad ascoltare con un minimo di attenzione si scopre che in tale video si fa riferimento a presunti accordi con figure apicali di Ancora Italia (vengono addirittura fatti i nomi…) che dovrebbero “dare una mano” (sic) a Paragone. Non si sa a che titolo e in cambio di cosa.

Non un buon inizio, che non poteva che produrre fibrillazioni e preoccupazioni all’interno di Ancora Italia. Ed è infatti ad immediato traino di questa performance che un dirigente nazionale del partito decide di sollevare una doppia questione sulla presunta incompatibilità di cariche del presidente Francesco Toscano (tra AI e ISP) e su un altrettanto presunto non avvenuto tesseramento del medesimo.

Le due questioni, posso dirlo almeno relativamente alla seconda problematica poiché mi si è tirato ugualmente in ballo, si basano su informazioni false e agilmente smentibili, ma ciò che davvero conta è il dato politico, del tutto assente dalla faccenda. Benché anche questi rumours siano fatti per creare senso di instabilità e sfiducia diffusa nella base, forse occorrerebbe contare sino a 10 e comprendere che si sta facendo confusione su eventuali cavilli di rilevanza nulla. Come se – perché di questo si tratta – a contare politicamente non fosse il lavoro quotidiano di Toscano o l’impegno massacrante e gratuito che egli ha messo per il partito, ma la possibilità che si sia dimenticato di versare 20 euro per una tessera per qualche mese (per giunta senza magari averne ricevuta richiesta…). Siamo francamente oltre il grottesco.

E del resto al regno del grottesco appartengono altre vicende: una è legata ad una pagina Facebook, dal nome e dal simbolo pericolosamente simili a quelli di Ancora Italia, che pubblicamente reitera le “accuse” di cui sopra, minacciando pubblicamente ritorsioni. In tutto questo persino il canale YouTube di Ancora Italia Tv pensa bene di dedicare alcuni suoi talk show ad un attacco in contumacia del presidente. Una operazione che, più che far pensare ad una dimostrazione di democrazia interna, getta ombre sulla possibilità che le ingerenze esterne trovino sponde volenterose all’interno della nostra comunità politica.

Chiunque sia dotato di un minimo senso di realtà dovrebbe comprendere che queste fibrillazioni non hanno alcunché di politico e che sono la risultanza di manovre di destabilizzazione esplicite provenienti dall’esterno. E che come tali andrebbero respinte e derubricate.

Un problema effettivo però esiste: in questa confusione totale la base militante si sente giustamente smarrita ed abbandonata, in balia di notizie discordi o voci incontrollate. È con queste persone che va recuperata la connessione reale ed emozionale per trarle fuori da questa brutta sensazione.

È urgente una operazione – anche brutale – di verità che non potrà che giovare a tutti, anche a coloro che non dovessero esserne convinti e prendere legittimamente altre strade.

Prendiamo questo mese di follia collettiva come frutto di ingenuità e immaturità, poiché adesso occorre tornare a fare sul serio ed occuparsi amorevolmente di noi, mettendo una barriera a nostra difesa.

ANTONELLO CRESTI
Vicepresidente nazionale di Ancora Italia

Lilli Goriup
AUTORE
Lilli Goriup
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