“Come un professore di Harvard in un alberghiero di Massa Lubrense” questo l’infelice paragone usato da Concita De Gregorio per definire Mario Draghi rispetto al resto della politica italiana,.
Un’uscita che ha ovviamente (e giustamente) scatenato un vespaio: Ovviamente quelli di Massa Lubrense mica l’hanno presa bene, ma va detto che gli insegnanti in generale non l’hanno presa bene.

Indignazione del sindaco di Massa Lubrense, ma anche della preside dell’istituto polispecialistico San Paolo di Sorrento che ha aperto una sede anche a Massa Lubrense. Perché la “vadical chic” De Gregorio ignora che a Massa Lubrense non c’é l’alberghiero nel senso in cui lo intende la giornalista, ma, come sottolineato dal sindaco Balducelli, c’é una vera eccellenza.

“Concita De Gregorio ha toppato su Massa Lubrense – afferma il primo cittadino -. Forse non sa che questo territorio si dedica con successo all’accoglienza turistica ed alla ristorazione da sempre. In questo campo il nostro territorio è una vera eccellenza. Abbiamo una concentrazione di ristoranti stellati unica al mondo e se a questo aggiungiamo le chiocciole e le forchette delle migliori guide gastronomiche posso tranquillamente affermare che Massa Lubrense è una Harvard del turismo e della ristorazione“.

Come definire quello di Concita De Gregorio? Provincialismo. Perché esistono due tipologie di provincialismo. Quella, più comune, per cui una persona crede che il suo orticello sia l’ombelico del mondo e quella, tipicamente italiana e particolarmente diffusa in ambienti radical chic, per cui tutto quello che viene dall’estero è meglio. E’ una sorta di sudditanza psicologica che si prova in particolar modo verso il mondo anglosassone come assolutamente migliore del nostro (ultimamente sta nascendo anche una sorta di simile provincialismo verso la Russia, quando in Russia esiste un’egemonia culturale italiana).

Se è vero che l’Italia ha tanti problemi, è anche vero che ha molte eccellenze e queste non vanno disprezzate. Abbiamo pur sempre atenei, come Pavia o Perugia, riconosciuti come eccellenze nel mondo.

Il disprezzo verso “l’Italietta della liretta” è una delle radici malate che ha ha prodotto i frutti avvelenati dell’europeismo. E’ una di quelle cose che ha portato personaggi come Draghi a svendere le nostre maggiori industrie. Ma, come disse Leonida nella versione cinematografica di 300, ricorda chi eravamo. Il grande Henry Ford, uno che ha fatto la storia dell’automobile, diceva “ogni volta che vedo un’Alfa Romeo mi levo il cappello”. Lo stesso sottoscritto che scrive ricorda una vicenda che ha visto una docente americana del Bowdoin Colleg di Portland laureata a Yale chiedere umilmente di essere ricevuta da un amico personale, Giuseppe Lippi, direttore di Urania Mondadori e traduttore di Lovecraft che la suddetta docente laureata a Yale considerava alla stregua di un nume nel campo della letteratura fantastica. .

Quindi perché continuare con questo provincialismo chic? Non aiuta certo la nostra bella Italia a risollevarsi. E la nostra bella Italia le potenzialità le ha tutte, ha solo una classe dirigente che sta costringendo i migliori ad emigrare.

Comunque il provincialismo chic probabilmente costerà caro alla signora De Gregorio, visto che la dirigente scolastica agirà per vie legali. Magari imparerà a non sparare sul nostro Paese senza sapere.

ANDREA SARTORI

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