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Visione TV

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Notizie1 Settembre 2022

Anche i sondaggi oscurano i partiti anti-sistema

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Antonio Albanese analizza il silenzio mediatico sui partiti anti-sistema, evidenziando l'assenza di spazio nei sondaggi. Si discute anche della categorizzazione sotto 'altri', che nega riconoscimento a forze politiche emergenti.
Punti chiave
  • I partiti anti-sistema non hanno spazio nei media mainstream.
  • Nei sondaggi, vengono spesso categorizzati come 'altri'.
  • Italexit è l'unico partito anti-sistema visibile nei sondaggi.
  • Le forze politiche emergenti non ricevono riconoscimento elettorale.
  • I media tendono a ignorare le voci di opposizione.
L'articolo

I partiti anti-sistema continuano a non avere spazio sul mainstream.

Non solo è difficile trovare traccia dei loro programmi politici, dichiarazioni o stralci di conferenze stampa sui giornali, ma addirittura nei sondaggi sulle intenzioni di voto degli elettori non vengono riportati dati che li riguardino.

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Fatta eccezione per Italexit, incensurabile data l’alta esposizione mediatica di Gianluigi Paragone e il suo passato mandato parlamentare, la variegata area del dissenso viene abitualmente categorizzata sotto un’anonima voce “altri”, come accade ad esempio sul Corriere della Sera di oggi:

Corriere 1 settembre

All’articolo di Nando Pagnoncelli è allegato appunto un sondaggio che riporta le attuali tendenze: anche sorvolando sull’attendibilità o meno di questi numeri, perché non compaiono ad esempio Alternativa per l’Italia oppure Italia Sovrana e Popolare, lista quest’ultima nata dal raggruppamento di oltre 15 realtà, tra movimenti e partiti politici? Schiacciandoli tutti sotto la voce “altri”, si nega a ciascuno di loro il riconoscimento di una quota elettorale, qualunque essa sia.

“Altri” equivale a spegnere il megafono dell’informazione per quei milioni di cittadini che in questi anni sono scesi nelle piazze e che oggi proprio da quei partiti si sentono rappresentati.

Ciò non vale solo per le elezioni politiche del 25 settembre, come si evince da un recente sondaggio per le regionali siciliane (su questo sito istituzionale si possono trovare anche molti altri esempi). Eppure gli italiani dovrebbero poter conoscere i propositi, e prima ancora l’esistenza, di tutte le forze politiche che si presenteranno alle prossime tornate. Proprio su questo fenomeno si era di recente espresso Fabio Maggiore, candidato di Italia sovrana e popolare alla presidenza della Sicilia.

Le poche occasioni in cui ai partiti di opposizione viene concesso uno spazio, poi, nella maggior parte dei casi si trasformano in agguati mediatici, occasioni per buttare tutto in caciara e affibbiare etichette. Lo stesso non si può dire di chi da tempo occupa i banchi del Parlamento: non c’è trasmissione, telegiornale o quotidiano che giornalmente non riporti le dichiarazioni dei soliti noti anche quando, e si tratta della maggior parte delle volte, altro non sono che i soliti motti elettorali. Per i vari Letta, Salvini, Calenda, Renzi poi non esistono domande scomode da parte dei giornalisti ma solo assist a supporto.

“Che se ne parli bene o male, purché se ne  parli” è una delle prime regole della comunicazione, e questo i grandi media lo sanno bene: pertanto di certi soggetti è bene che non si parli proprio. Un comportamento censorio, dimostrazione di una mancanza di rispetto nei confronti dell’intelligenza dei lettori che, come dimostrano i dati di vendita dei quotidiani a picco da anni, preferiscono informarsi altrove. Come biasimarli.

ANTONIO ALBANESE

 

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