Tra le forniture militari inviate dall’Occidente in Ucraina ci sarebbero anche veicoli da guerra da assemblare sul posto.

Si avete capito bene:  tra munizioni, giubbotti antiproiettile ed elmetti ci sarebbero anche dei caccia “smontati” alla partenza, che poi vengono riassemblati appena arrivati  a destinazione.

Lo denuncia  un articolo pubblicato su Foreign Policy, esaminando come nelle liste delle forniture ci siano oggetti catalogati come “pezzi di ricambio”.

“Una squadra sul campo nell’Europa orientale collegata al comando europeo ha aiutato a smontare i velivoli Su-25 “Frogfoot” dell’era sovietica e gli elicotteri Mi-17 in modo che possano essere spediti in Ucraina”, ha scritto Jack Detsch, autore dell’articolo.

Con lo scopo, probabilmente, di non irritare il Cremlino,  dietro la voce “pezzi di ricambio” i cosiddetti “alleati” hanno recuperato, forse da Bulgaria e Georgia, caccia modello Sukhoi 25, ed elicotteri Mi 17, in dotazione all’esercito ucraino.

Smontati per favorirne il trasporto all’interno dei grossi aerei da trasporto, verranno poi revisionati sul posto e messi in condizione di essere operativi.

Una scorciatoia adottata da Washington per accontentare le richieste di Zelesky, ormai a corto di velivoli dopo l’avanzata della armata della Federazione e della sua contraerea, senza che venisse reso noto quello che non si voleva raccontare.

Il modello Ikea non è una soluzione del tutto nuova nelle strategie militari: pare che la Polonia stessa abbia fornito a Kiev altri caccia ricorrendo a questo stratagemma, arrivando ad un totale di velivoli che oscilla, pare, tra gli 8 e i 12.

Ancora una volta l’occidente, in questo conflitto, lavora sottotraccia per aggirare accordi e intromettersi in un conflitto da cui dovrebbe tenersi ben lontano : il leader ucraino non perde occasione per attaccare l’unione europea, colpevole di trovare gabole per aggirare le sanzioni sul petrolio che loro stessi hanno impartito alla Russia, e nel contempo forniscono armi ben piu pesanti di quelle dichiarate – quando non secretate-  con espedienti insidiosi per gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica.

Fumo  che disegna i  contorni foschi  di una guerra in cui sono finiti, come carne da macello, migliaia di persone inconsapevoli di quello che succede sotto il proprio naso.

ANTONIO ALBANESE

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